Prescrizione. Caiazza: “È una guerra che combatteremo pancia a terra”

“E’ una guerra che combatteremo pancia a terra” così Giandomenico Caiazza il presidente delle camere penali, che si sono riunite a Taormina in congresso nazionale straordinario. Ha lanciato un messaggio chiaro al governo nazionale che ha riformato l’istituto della prescrizione di fatto abolendola con la norma che entrerà in vigore il primo di gennaio. Ottocento partecipanti, tra i congressi più affollati degli ultimi anni. Gli avvocati penalisti hanno fatto il punto, hanno affilato le armi, in vista dell’astensione di una settimana che partirà da lunedì e si protrarrà sino a venerdì 25. Questa sarà la prima tornata. ”La signora della porta accanto deve capire –ha detto Caiazza- che potrebbe capitare di finire in un processo penale e rimanerci se entra in vigore la riforma fino a quando lo stato riuscirà a pronunciarsi definitivamente. La legge sulla prescrizione introduce questo principio; rimani nelle mie mani fino a quando vorrò.” L’orizzonte dell’abolizione della prescrizione è sempre più incombente ed il presidente dei penalisti ha ribadito la sua preoccupazione. “Stiamo vedendo che cresce una saldatura giustizialista nella nuova maggioranza, in questo momento vediamo che i segnali sono questi confidiamo che alcune componenti della maggioranza diano un segnale diverso. –ha ribadito- Dalle dichiarazioni che leggo che dopo un’iniziale presa di distanza sulla prescrizione, adesso vedo che quella presa di distanza si sta affievolendo. Da parte del Pd.” Una legge approvata, ma nonostante tutto gli avvocati non si fermano e la tensione si alzerà sempre di più. Hanno deciso anche di scendere in piazza se sarà necessario nei territori non solo al livello nazionale. Tanti i non si tocca pronunciati durante la relazione conclusiva. Tanti “giù le mani” ha tuonato dal podio Caiazza. “Giù le mani dal sistema accusatorio”, “Giù le mani dal giusto processo”. Gli avvocati come baluardo in difesa del cittadino, questo il messaggio che è passato dal palco. “Noi ci occupiamo solo dei diritti dei cittadini, non siamo un’associazione forense -ha dichiarato-. Noi ci occupiamo dei problemi della difesa dei cittadini. Per ciò siamo un soggetto politico, diversamente da altre associazioni che si occupano dei problemi di categoria.” Una riforma considerata incostituzionale dagli avvocati, infatti una delle idee lanciate dal palco anche la proposta di fare eccezione di incostituzionalità in tutti i procedimenti in cui man mano si porrà il problema dell’applicazione della norma. I giuristi riuniti hanno incassato l’appoggio del vice presidente del Csm David Ermini, che ha espresso serie perplessità sulla riforma. Lo ha detto chiaramente: “Togliere la prescrizione senza fare la riforma che era stata promessa, mi sembra sia un errore, perché così si fa una riforma a metà e così si vanno a toccare i diritti dei cittadini che rischiano di non trovare la fine del processo.” Si va così verso un processo indeterminato. Ha parlato di riduzione dei tempi della giustizia il procuratore generale della corte d’appello di Roma Giovanni Salvi “La prescrizione è uno strumento di garanzia che non può essere negletto.” Un sonetto di Gioacchino belli del 1820 intitolato :”Er tribunale der governo” sull’irragionevole durata dei processi in Italia la chiusura dell’intervento del presidente Caiazza. Ivana Baiunco per il Gds – (IB)

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