piùCittà: “Un debito lungo due generazioni”

CALTANISSETTA – Apprendiamo dalla stampa che la Città di Caltanissetta, quindi i cittadini tutti, ha contratto un debito trentennale di circa 10 milioni di euro. La somma, richiesta alla Cassa depositi e prestiti con un tasso di interesse vantaggioso, consentirà di estinguere debiti pregressi, maturati sino al 31 dicembre 2019. Nel comunicato si fa anche riferimento alla crisi di liquidità cui si andrebbe incontro per pagare il debito ATO CL1 che questa amministrazione, guidata dal Sindaco Roberto Gambino, ha riconosciuto.

Trattandosi di una manovra finanziaria di notevole impegno per questa e per la prossima generazione, ci sembra diritto civico ricevere maggiori delucidazioni.

Ci chiediamo, infatti, da quando tali debiti si siano accumulati e di che tipo essi siano. Domande semplici che presupporrebbero risposte altrettanto chiare.

In un percorso di cittadinanza attiva è importante conoscere non in maniera generica, ma specifica, a quali spese sia soggetta l’amministrazione della cosa pubblica, cui tutti concorriamo con le nostre tasse, esattamente come accade in una famiglia. L’obiettivo del bilancio partecipativo (che è cosa diversa rispetto a quello partecipato) cui un’amministrazione pentastellata dovrebbe prioritariamente guardare, è proprio questo: saldare i legami tra amministratori e amministrati attraverso la rendicontazione sociale che riguarda l’operato dell’ente, gli investimenti fatti e quelli previsti. Quindi per la Giunta Gambino quale migliore occasione di questo evento economicamente importante per la nostra città, per condividere con i propri concittadini le scelte fatte a fronte dei problemi che si sono riscontrati in sede di rendicontazione di bilancio.

Intediamoci: se al 31 dicembre tale era la condizione debitoria dell’ente è una fortuna poterla azzerare. Ma di azzeramento non si tratta, posto che comunque il debito ATO andrà pagato. Allora, onde potere guardare al futuro con la speranza che, strada facendo, non si aggiungano debiti a debiti, avanziamo, senza voler scavalcare i ruoli, la proposta di un Consiglio comunale aperto, in cui illustrare nel dettaglio la natura e la distribuzione dei debiti. Nell’articolo del giornale La Sicilia dell’08/07/2020 si afferma inoltre che: «la carenza di liquidità del Comune si è aggravata nel primo semestre dell’anno in corso perché, a causa dell’epidemia di coronavirus e dei danni economici provocati, sono diminuite le sue entrate tributarie». In una situazione di crisi profonda che non accennerà ad arrestarsi, c’è dunque il serio rischio che chi già paga, paghi due volte. La sussidiarietà è un valore, che piùCittà afferma e sostiene da sempre, ma proprio per questo vanno poste le basi perché ci sia consapevolezza rispetto ad un atto amministrativo così impegnativo.

Ci auguriamo che almeno a questo invito l’amministrazione voglia rispondere. In genere si dice che domandare è lecito, rispondere è cortesia. Per una amministrazione non si tratta di cortesia, ma di obbligo di trasparenza, peraltro tanto declamato dalla migliore tradizione dell’attivismo del Movimento 5 Stelle.

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