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Nissa Rugby: inaugurata la club house

CALTANISSETTA – Un clima gioioso, un bagno di folla, con tanti sportivi nisseni ed appassionati della palla ovale che hanno partecipato all’inaugurazione della nuova club house della Nissa Rugby presso il “Marco Tomaselli”. Nessuno ha voluto mancare a questo evento che aggiunge un altro tassello al mosaico sempre più completo e performante del progetto del sodalizio nisseno. Presenti il presidente regionale della F.I.R. Orazio Arancio, il sindaco di Caltanissetta Giovanni Ruvolo, l’assessore allo sport Carlo Campione, il delegato provinciale del CONI Caltanissetta, Giorgio Giordano e, giunto in ritardo poiché gravato da impegni istituzionali, l’assessore Giuseppe Tumminelli che ha comunque fortemente voluto esserci.

La Club House è stata benedetta da padre Alfonso Cammarata, parroco di San Luca, che ha sottolineato come “nella vita non esista lavoro senza sudore e sport senza sudore”. Poi il taglio del nastro è “toccato” al presidente della Nissa Rugby Giuseppe Lo Celso insieme alle autorità presenti, gesto sottolineato dallo scrosciante applauso della folla di sportivi.

In seguito, nella sala dedicata alle conferenze stampa, si è svolto un breve incontro per celebrare degnamente questo evento.

Il primo a prendere la parola è stato il presidente della Nissa Rugby Giuseppe Lo Celso:Grazie a tutti gli intervenuti, ci tenevamo e volevamo fare la nostra casa: questa sarà la nostra casa. Celebriamo così nel miglior modo il decimo anno della nostra esistenza; questo ci riempie di orgoglio. Come la nostra filiera, come molti dei nostri ragazzi che anni fa hanno iniziato con l’under 14 e che adesso fanno parte della prima squadra. Questo sarà il nostro luogo d’incontro anche perché noi riteniamo la nostra società come una famiglia, una grande famiglia. Siamo pochi ma vicini a tutti. Grazie a tutti i nostri tecnici, ai nostri tesserati, ai nostri ragazzi e ragazze”.

Poi il numero uno del sodalizio nisseno si è lasciato trascinare dall’emozione: “Grazie a mio figlio Andrea, il merito, l’abnegazione è sua. Ha svolto un lavoro immane, molto di più di quello che ho fatto io. Voglio anche ricordare mio figlio Marco che ha giocato in questa squadra e che adesso gioca nel Cus Torino in quanto lavora nel capoluogo piemontese:  sarebbe stato felice di essere con noi. Abbiamo raggiunto molte soddisfazione, siamo contenti e vogliamo continuare così”.

 

Poi è stata la volta di Orazio Arancio, presidente del Comitato regionale siciliano Fir: “La Nissa Rugby festeggia nel modo migliore i suoi dieci anni con questa nuova casa. Grazie al sindaco Giovanni Ruvolo, sindaco illuminato che sostiene questa società e tutto lo sport di questa città.

Una società solida nasce dalle fondamenta, ci vuole una casa. Questa sarà vissuta: dentro e fuori dal campo bisogna essere una famiglia. Avete creato una filiera che in Sicilia, posso testimoniare, ne esistono poche. Io sono iperorgoglioso da presidente siciliano del vostro lavoro e del vostro sforzo”.

Infine ha parlato il primo cittadino di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo:Saluto tutti,  ad iniziare dai dirigenti. Sono felice di essere nella casa del rugby, noi abbiamo seguito con l’assessore Campione questa società e questo sport. Il plauso maggiore devo rivolgerlo ai dirigenti della Nissa Rugby sono straordinari, perché credono in quello che fanno. Lo sport serve per far crescere i giovani. Inizialmente credevo che questo sport, bello, non coinvolgesse la città: mi sono ricreduto immediatamente! Quando ho visto i moltissimi ragazzi che gravitano in questo sport ed il lavoro di questa società mi ha trasmesso emozioni. Lo Sport prima di tutto è rispetto delle persone. Quanta umiltà in questi dirigenti che portano avanti messaggi etici importanti: avere fiducia nell’altro, lavorare nella squadra, rispetto dell’avversario e solidarietà.

Quando mi hanno chiesto casa, ho detto subito sì. I dirigenti hanno dato una lezione a tutti noi, invece di lamentarsi di ciò che non andava, si sono sbracciati per realizzare quello che oggi ammiriamo.  Il merito è della Nissa Rugby. Voglio sottolineare che chi fa le cose da se le mantiene meglio che può. Nella nostra città, sbagliando, molti pretendono senza poi sentirle proprie: è finito il tempo della “bifera”in bocca! Voi siete un modello per la città, grazie! Qui crescerete ancor di più. Questo sport propone in tutta la regione e non solo l’immagine positiva della città: grazie a voi!”

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