Caltanissetta, Pignatone (m5s): sanità nissena allo sbaraglio mentre l’ospedale Raimondi di San Cataldo resta abbandonato a sé stesso

CALTANISSETTA – “Ho inviato, nelle scorse ore, l’ennesima nota urgente all’Assessore Regionale della Salute Ruggero Razza, a seguito di numerose altre mie missive rimaste prive di risposta, al fine di evidenziare l’allarmante situazione in cui versa la Sanità del Nisseno e, in particolare, il presidio ospedaliero Raimondi di San Cataldo: una struttura sottoutilizzata e, purtroppo, in grave stato di abbandono, nonostante il momento di grave emergenza qual è quello che stiamo vivendo e sebbene vi siano importanti risorse messe a disposizione dal Governo nazionale e dall’Ue proprio per consentire la crescita e lo sviluppo della sanità territoriale”. Così, il deputato alla Camera M5S Dedalo Pignatone che aggiunge: “Negli anni, si sono succedute svariate dichiarazioni pubbliche tese a rilanciare questo importante nosocomio (da oltre 20 anni, si parla anche di creare un polo oncologico), ma concretamente ben poco o nulla è stato realizzato e, addirittura, alcune attività e servizi sono stati dislocati presso il Sant’elia di Caltanissetta. Recentemente, ho anche effettuato un sopralluogo all’esterno del Raimondi in cui ho riscontrato, con mio grande e profondo rammarico, una situazione grave di degrado, costituita da cumuli di rifiuti, arredi abbandonati, situazioni fatiscenti. Inoltre, continuano a giungere quotidianamente richieste di intervento per vari reparti che non riescono ad essere efficienti”. “Da ultimo, – scrive il parlamentare nella sua missiva – mi ha lasciato particolarmente perplesso il fatto che l’ospedale non sia stato completamente considerato per affrontare l’emergenza Covid in corso, nonostante gli ampi spazi e le attrezzature a disposizione; e addirittura, che per la campagna vaccinale, l’unico centro vaccinale aperto nel Comune di San Cataldo sia all’interno di un centro commerciale, nonostante si avesse a disposizione l’ospedale Raimondi a poche centinaia di metri, con luoghi certamente più idonei e consoni rispetto a quelli, invece, scelti”.
“Una penalizzazione – va avanti Pignatone – a discapito non solo dei cittadini di San Cataldo, ma di tutta l’intera provincia poiché, venendo meno questo importante presidio, il carico di lavoro presso gli altri ospedali, primo fra tutti il Sant’elia di Caltanissetta, si è duplicato”.
“A fronte di tale situazione, si constata, purtroppo, ormai da tempo, un dialogo privilegiato da parte dell’Assessorato solo con alcune forze politiche, trasmettendo la sensazione di un uso quasi partitico e totalmente inappropriato della sanità. Allo stesso modo, premesso che ogni progetto che mira a rivalutare e potenziare le strutture del mio territorio non può che vedermi favorevole, tuttavia non posso tacere la peculiare circostanza che, dopo oltre 20 dal progetto per la realizzazione del polo oncologico, la Regione stia riprendendo l’idea di una sua messa in opera a pochi mesi dalle elezioni regionali. Come si sa, avviare dei progetti poco prima delle elezioni può costituire un buon biglietto da visita, ma non sempre siffatta tempistica coincide con una celere o effettiva concretizzazione di ciò che si paventa di realizzare. Non posso, pertanto, esimermi, visto tra l’altro il ruolo istituzionale che rivesto, dal farmi portavoce del sentimento di un’intera comunità: i Sancataldesi, ed io in primis, non siamo più disponibili a vedere strumentalizzare le criticità e le necessità importanti che ci sono nel campo della sanità come operazioni pre-elettorali attraverso l’avvio di minime azioni a pochi mesi delle elezioni e poi vedere arenarsi tutto, ancora una volta.
Ciò non è più accettabile, né tollerabile dalla comunità di San Cataldo che non dimentica lo splendore dell’ospedale, fiore all’occhiello della sanità del centro Sicilia, percependo quanto fatto finora come uno scippo”.
Nella sua lettera, il parlamentare Cinquestelle ribadisce, ancora una volta, non solo la disponibilità, ma una vera e propria richiesta di collaborazione. “Come Parlamentare della Repubblica Italiana, – conclude Pignatone – ma soprattutto come cittadino sancataldese e del centro Sicilia, che ritiene che la misura sia ormai colma e che sia arrivato il momento di agire. In questa situazione, infine, voglio rivolgere un pubblico ringraziamento a tutto il personale dell’azienda sanitaria che, troppo spesso, ha dovuto sacrificarsi per tutelare le esigenze e la salute dei pazienti e colmare le carenze organizzative che sussistono”.

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