Nasce CIV.ES., il coordinamento dei movimenti civici di Sicilia

Si è svolto ad Enna giorno 18 giugno un convegno su “Democrazia partecipata e natura civica dell’impegno politico”, organizzatore Maurizio Bruno, consigliere comunale di Patto per Enna. Hanno partecipato Marco Fatuzzo, già Sindaco di Siracusa; Michelangelo Giansiracusa, Sindaco di Ferla; Piera Vallone, Vicesindaco di Valledolmo; Gabriele Virzì, Assessore di Aidone; Piero Cavaleri e Marina Castiglione di piùCittà. Ha moderato Liboria Di Baudo, di Idea e Azione di Palermo.

L’incontro ha avuto come obiettivo quello di costituire un primo nucleo aggregato di esperienze civiche, che potesse mettere a confronto idealità, processi, finalità, soluzioni. Il gruppo ha scelto la sigla CIV.ES. (Civiche Esperienze).

Si è discusso di democrazia diffusa e della esigenza sempre più stringente di radicare giornalmente la sovranità del cittadino attraverso la conoscenza, la formazione, il coinvolgimento nell’azione politica. Una politica che si difende dal cittadino o che lo intimorisce è destinata a vivere il consenso come unico obiettivo: viceversa, ciò è emerso da tutti gli interventi, la sfida è proprio quella di rendere i cittadini autonomi nel pensiero e non unicamente soggetti alla delega dell’urna, consentendo una partecipazione regolata all’interno di concetti non declinabili: la giustizia, la fraternità, la bellezza, il bene comune.

La crescita di una comunità, soprattutto di comunità in difficoltà come le nostre, ormai depauperate delle intelligenze dei giovani, delle occasioni di sviluppo, delle infrastrutture elementari, delle relazioni disinteressate, non può che partire dalla stessa comunità che trova in se stessa coraggio, competenze, concretezza, creatività, ma soprattutto cooperazione.

I rappresentanti di piùCittà, sono stati onorati di questo coinvolgimento all’interno di CIV.ES., e hanno sottolineato la necessità di non  scambiare l’assemblearismo con  la partecipazione: anche un’arena contiene un gran numero di persone, ma a queste si chiede unicamente di esprimere la collocazione in una fazione, con un pollice in alto o un pollice verso. L’obiettivo, invece, deve essere quello di dar vita ad un’agorà di cittadini capaci di assumere responsabilità per se stessi e per gli altri, per l’oggi e per il futuro.

piùCittà

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