Inadempienze nel Servizio Idrico in provincia di Caltanissetta: lettera esposto alla Procura, al presidente Musumeci ed all’assessore Pierobon

CALTANISSETTA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Inadempienze nel Servizio Idrico in provincia di Caltanissetta: lettera esposto alla Procura, al presidente Musumeci ed all’assessore Pierobon. Il Forum Acqua e Beni Comuni chiede di verificare l’eventuale omessa vigilanza e che la Regione assuma la responsabilità politica ed amministrativa sulla verifica degli adempimenti contrattuali del gestore.

Nella lettera esposto, indirizzata anche alla stampa, si chiede da un canto alla Procura di Caltanissetta, che ha già avviato filoni d’indagine sul gestore Caltaqua e notificato diversi avvisi di garanzia, di voler verificare eventuali omissioni nei controlli previsti da parte dei soggettti deputati a tali funzioni, dall’altra che siano il Presidente Musumeci e l’Assessore Pierobon ad assumere la responsabilità politica ed amministrativa della verifica degli adempimenti contrattuali.

Il 22 marzo scorso il Forum siciliano dei movimenti per l’Acqua ed i Beni Comuni aveva già sollecitato tutti i soggetti istituzionali ad accelerare sul completamento della Commissione Tecnica istituita in seno all’Assemblea Territoriale Idrica per la verifica degli adempimenti del gestore Caltaqua, ma i lavori non sono mai iniziati per via delle continue defezioni delle componenti espresse dai sindaci e dalla Regione. La Commissione avrebbe dovuto fornire al Presidente della Regione entro 90 gg. dal suo insediamento nello scorso novembre una relazione per l’adozione degli atti conseguenti.

Nella lettera il Forum fornisce un lungo elenco di possibili inadempienze che parrebbero certificate dalle multe comunitarie sulla assenza o cattivo funzionameto della depurazione, dall’erogazione idrica che ben lungi dall’essere h24 avviene ancora con turni di svariati giorni, dalla cattiva qualità dell’acqua erogata, dai mancati investimenti previsti; elementi certamente noti ai diversi rami della pubblica amministrazione deputati ai controlli insieme alle inchieste giudiziarie, le verifiche fiscali, i contenziosi ed arbitrati pendenti.

Resta forte la preoccupazione che ancora una volta sia la magistratura ad assumere responsabilità che dovrebbero essere in prima istanza della politica e della buona amministrazione secondo i livelli di competenza. Resta inquietante, per i diversi profili delineati nella lettera esposto, l’analogia con il caso del gestore idrico di Agrigento.

DI SEGUITO LA LETTERA ESPOSTO:

Palermo lì, 18/06/2019
Lettera Esposto
Alla cortese attenzione
del Procuratore della Repubblica di Caltanissetta Dott. Bertone
del Presidente della Regione Siciliana On.le Musumeci
dell’Assessore Reg.le all’energia ed ai servizi di pubblica utilità Dott. Pierobon
e p.c.
del Dirigente Gen.Le del Dip. Acqua e rifiuti Dott. Cocina
dei Sig.ri Sindaci e Presidenti dei consigli comunali della ex provincia di Caltanissetta
del Commissario liquidatore dell’ATO Idrico di Caltanissetta Dott.ssa Panvini
della Sig.ra Prefetto della provincia di Caltanissetta Dott.ssa Di Stani

del Presidente di ANCI Sicilia Prof. Orlando
del Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta e vigilanza
sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia On.le Fava
della Presidente della Commissione Parlamentare
Ambiente e territorio On.le Savarino
della ARERA Direzione Sistemi Idrici –
Unità Regolazione Tariffaria servizi idrici e Direzione Advocacy Consumatori e Utenti
agli organi d’informazione
LORO SEDI
OGGETTO: Servizio Idrico Integrato ex provincia di Caltanissetta
richiesta di verifica sull’eventuale omessa vigilanza e controllo in merito alla gestione del
Servizio Idrico Integrato in provincia di Caltanissetta da parte dei soggetti istituzionali
deputati a tali funzioni;
richiesta di assunzione di responsabilità politica ed amministrativa del livello regionale nella
verifica degli adempimenti contrattuali del gestore idrico per l’adozione dei conseguenti
provvedimenti;
trasmissione notazioni del Forum siciliano dei movimenti per l’Acqua ed i Beni Comuni a
seguito del mancato funzionamento della Commissione Tecnica istituita ai sensi dell’art.12 l.r.
19/15 per la verifica degli adempimenti contrattuali del gestore idrico svolti sulla base degli
elementi raccolti dal proprio componente nella Commissione.

Illustrissimi,
gli scriventi nella qualità di portatori d’interesse diffuso (associazioni, comitati, movimenti e
cittadini) riuniti dal 2006 nel Forum siciliano dei movimenti per l’Acqua ed i Beni Comuni,
chiedono alle SS.LL. di voler verificare se i soggetti istituzionali a vario titolo preposti ai compiti
di vigilanza e controllo sulla gestione del Servizio Idrico Integrato nella ex provincia di
Caltanissetta abbiano effettivamente svolto le funzioni a cui erano chiamati, nonché richiesta al
Presidente della Regione Siciliana ed all’Assessore regionale al ramo di volere assumere tale
responsabilità.
Tale richiesta scaturisce dalla constatazione che i lavori della Commissione Tecnica istituita ai sensi
dell’art. 12 l.r. 19/15 con il compito di verificare gli adempimenti contrattuali del gestore idrico ad
oggi non sono neanche iniziati a causa delle continue defezioni dei componenti nominati dalla
Regione o dai Sindaci.
Per questo motivo, in ultimo, in data 19.03.2019 questo Forum ha inviato per posta certificata alle
SS.LL. una lettera avente in Oggetto: Richiesta di immediata designazione del componente della
Commissione Tecnica ai sensi dell’art.12 l.r. 19/2015 indicato dai Sindaci per l’avvio dei lavori, ed
in subordine la richiesta all’On.le Presidente della Regione Siciliana, all’Assessore all’energia e
servizi di pubblica utilità, al Dir. Gen.le del Dip.to Acqua e rifiuti di voler assumere direttamente e
secondo le competenze già attribuite dalle leggi nazionali e regionali vigenti nonché dal Codice
Civile, tutti gli atti necessari all’immediata verifica degli adempimenti contrattuali del gestore,
adottando i conseguenti provvedimenti.
Nella lettera, che inoltriamo nuovamente in allegato, si svolgevano una serie di considerazioni tra le
quali le evidenti “difficoltà” nel completare la composizione della Commissione Tecnica per avviare
i lavori di verifica degli adempimenti contrattuali; “difficoltà” riassunte cronologicamente nella
nota allegata ad oggi ancora irrisolte, che danno l’impressione che a partire dai rappresentanti degli
Enti Locali non si vogliano assumere le responsabilità politiche, amministrative ed istituzionali
sulla questione in oggetto, che è invece agli onori delle cronache giudiziarie e sotto gli occhi dei
cittadini.
Considerato inoltre che il ruolo del Commissario liquidatore dell’ATO Idrico, che in questi anni ha
assunto i poteri e le funzioni dell’Assemblea dei sindaci nell’ATO nei rapporti col gestore comprese
quelle di vigilanza e controllo, è potenzialmente in conflitto con il ruolo di Presidente della
Commissione Tecnica,
con la presente reiteriamo al Presidente della Regione ed all’Assessore all’energia e servizi di
pubblica utilità la richiesta di procedere alle verifiche degli adempimenti contrattuali del
gestore idrico a livello regionale, restando a disposizione per ogni possibile ed auspicabile
confronto con il nostro Forum sulla base delle notazioni prodotte che sono state già consegnate e
trasmesse ai Sigg. Presidente, Assessore e Dirigente generale del Dip. Acqua e rifiuti fin dal
22.03.2018, nuovamente consegnate all’Assessore all’energia e servizi di pubblica utilità il 26.11.18
e di quelli acquisiti con l’avvio dei lavori della Commissione tecnica.
Si rassegnano pertanto di seguito per le valutazioni delle SS.LL. secondo le rispettive
competenze, le considerazioni svolte da questo Forum siciliano (allegato 1) e quelle svolte dal
componente del nostro Forum sulla base della documentazione richiesta all’atto
dell’insediamento della Commissione Tecnica il 19.11.2018 e ricevuta il 03.12.2018 in occasione
della seconda ed ultima seduta della Commissione, certamente non esaustive degli
approfondimenti necessari (allegato 2).
si allegano inoltre il documento del Tavolo Tecnico dell’acqua ed osservatorio permanente sul SII di
Caltanissetta consegnato e trasmesso agli organi regionali il 22.03.18, il bilancio della società
Caltaqua – Acque di Caltanissetta 2017, la risposta della società Caltaqua alla diffida ad adempiere
su canone.
Restando in attesa di un Vostro cortese riscontro, si coglie l’occasione per porgere i più cordiali
saluti.

Allegato 1 – note del Forum siciliano dei movimenti per l’Acqua ed i Beni Comuni
La verifica del rispetto del contratto di gestione del Servizio Idrico Integrato sottoscritto da
Caltaqua spa con l’ATO Idrico di Caltanissetta, come di tutti i contratti tra enti pubblici e privati, è
regolata dal Codice Civile, dalle leggi nazionali e regionali ed è demandata a tutti i soggetti
istituzionali deputati a tali adempimenti.
Considerato che:
 La Regione Siciliana ha voluto ulteriormente sottolineare la necessità di tale verifica attraverso
l’art. 49 l.r.11/2010 ai sensi dell’articolo 21 quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, recepita con
legge regionale 30 aprile 1991, n. 10.
 il Commissario dello Stato è intervenuto sull’art. 49 comma 3 l.r. 11/2010 cassando la parte in cui
la legge subordinava la possibilità della risoluzione “Nel caso in cui la percentuale di mancata
realizzazione degli investimenti sia superiore al 40 per cento, l’autorità d’ambito può risolvere il
contratto per inadempimento” sottolineando che “L’adozione dei provvedimenti conseguenziali è
subordinata “all’integrale adempimento degli obblighi scaturenti dal comma 1 bis dell’articolo
21 quinquies della legge n. 241/1990. “
 il 23 maggio 2011 la Regione Siciliana ha sottoscritto insieme al Ministero per l’Ambiente, tutte le
Prefetture siciliane, Confindustria, Federutility, un Protocollo di Legalità che prevede misure di
controllo e vigilanza nella gestione del SII ed il 4 luglio 2011 in attuazione dello stesso Protocollo,
ha emanato le conseguenti Linee Guida ed il Patto d’integrità.
 Con la soppressione delle Autorità d’ambito, nelle more dell’approvazione di una legge regionale
sulle Acque che individuasse nelle ATI (Assemblee Territoriali Idriche) gli organismi che ne
assumevano le funzioni, con la l.r. 2/2013 l’Assessorato regionale all’energia e servizi di pubblica
utilità ha attribuito ai Commissari liquidatori degli ATO Idrici che hanno assunto i poteri sostitutivi
delle Assemblee dei Sindaci, una serie di compiti e funzioni tra i quali quelli di verifica, vigilanza e
controllo della gestione.
 Nella legge di riordino della gestione delle risorse idriche in Sicilia n° 19 dell’agosto 2015 gli
articoli 4 comma 5, art. 5 comma 4, art. 12 comma 1 e 4, riguardano la verifica e l’eventuale
risoluzione dei contratti per inadempienze dei gestori d’ambito. Si prevede espressamente che le
Assemblee Territoriali Idriche o chi ne assume le funzioni valutino “la sussistenza dei presupposti
per l’eventuale revoca delle aggiudicazioni e degli affidamenti”… “adottando i conseguenti
provvedimenti”.
 Il Commissario liquidatore dell’ATO Idrico CL6 di Caltanissetta, malgrado l’approvazione della
legge regionale 19/2015 svolge a tutt’oggi le funzioni sostitutive dell’ATI, inspiegabilmente non
ancora costituita, assumendo tutte le responsabilità in ordine al rapporto col gestore e con tutti gli
altri soggetti istituzionali e civili.
 Il Forum siciliano dei movimenti per l’Acqua ed i Beni Comuni a seguito dell’immobilismo
riscontrato nel dare attuazione all’art.49 l.r. 11/2010 ed agli articoli 4 comma 5, art. 5 comma 4, l.r.
19/2015 ha sollecitato per tre anni la costituzione della Commissione Tecnica di cui all’art. 12 l.r.
19/2015 alla quale attraverso un proprio rappresentante poteva prendere parte che come detto, pur
essendosi insediata, non ha ancora avviato i propri lavori.
 il compito di vigilanza e controllo oltre che al Commissario Straordinario e Liquidatore dell’ATO
Idrico è attribuito dalle leggi nazionali e regionali in prima istanza al Presidente della Regione
Siciliana, all’Assessore all’energia e servizi di pubblica utilità, al Dir. Gen.le Dip.to Acqua e rifiuti
per conto dei quali agisce il Commissario Liquidatore ed ai quali lo stesso risponde del proprio
operato secondo le direttive assessoriali impartite a partire dalla circolare n°2/2013 del 20.02.2013 e
successive.
 L’ulteriore garanzia di trasparenza sarebbe dovuta essere fornita in base all’attuazione del
Protocollo di Legalità dai soggetti istituzionali e associativi sottoscrittori. Ad oggi il Forum
regionale pur avendo richiesto in diverse sedi ed occasioni di avere accesso agli atti inerenti il
rispetto di detto Protocollo non ne ha ricevuto alcuno.
 Dopo ben 13 anni dall’avvio della gestione di Caltaqua, malgrado le esorbitanti tariffe corrisposte
dai cittadini e l’ingente contributo pubblico contrattualmente previsto nella misura di 38,5 milioni
di euro (di cui 27,3 già erogati) per permettere dall’avvio della gestione il riequilibrio tra i costi
iniziali e la garanzia dei ricavi e garantire entro i primi 5 anni i servizi che il gestore si impegnava a
rendere, le inadempienze a nostro avviso sono certificate dalle multe comunitarie sulla assenza o
cattivo funzionamento del segmento depurazione, dall’erogazione idrica che ben lontana dall’essere
h24 avviene ancora con turni di svariati giorni, dalla cattiva qualità dell’acqua erogata certificata
dalle numerose e ripetute ordinanze sindacali di non potabilità, dai mancati investimenti previsti, e
molto altro.
L’art. 4 della legge regionale 31 maggio 2004 n. 9 attraverso la quale la Regione ha erogato il
suddetto contributo pubblico per consentire l’equilibrio economico-gestionale fa riferimento al
comma 3 art. 3 della l.r. 134/82 (norme per la gestione degli impianti di dissalamento acque marine)
come sostituito dall’art. 88 l.r. 4/2003 (fornitura acqua dissalata). Articolo che come nella legge
madre 134/82 è espressamente ed unicamente riferito alle “Tariffe fornitura acqua dissalata.
Art.3 A decorrere dalla data di attivazione della gestione dei sistemi acquedottistici sovrambito, la
tariffa relativa alla fornitura dell’acqua dissalata per le utenze civili non può essere superiore a
quella applicata dal soggetto gestore dello stesso sistema per la fornitura idropotabile all’ingrosso
agli ambiti territoriali ottimali di pertinenza, di cui alla legge 5 gennaio 1984, n. 36. Le utenze
civili costituite dai comuni, anche attraverso le società di gestione del servizio idrico integrato di
pertinenza, e dalle società di gestione dei sistemi acquedottistici sovrambito sono tenute a versare
al gestore dell’impianto di dissalazione la tariffa per la fornitura dell’acqua nella misura stabilita
al presente comma. L’eventuale differenza tra il costo di produzione dell’acqua dissalata e la
tariffa come sopra determinata è a carico della Regione…”.
Dai bilanci del gestore provinciale Caltaqua si evince che la fornitura idrica è acquistata dal gestore
di sovrambito Siciliacque spa senza che sia specificato se l’acqua acquistata sia effettivamente
acqua dissalata per la quale parrebbe che fosse previsto il contributo regionale; la società di gestione
ha posto in essere le azioni di recupero del credito per riscuotere l’ultima tranche di 8,5. mln di euro
attraverso un atto stagiudiziale nei confronti dell’Assessorato all’energie e servizi e dell’ATO idrico.
 Lo stesso Amministratore delegato
19, 20, 21, in materia di penali, violazioni delle disposizioni, messa in mora e risoluzione
contrattuale, ed in particolare: all’art. 20.1 recita: “in caso di inadempienza grave del GESTORE,
qualora non ricorrendo circostanze eccezionali vengono compromesse la continuità del servizio,
l’igiene o la sicurezza pubblica, oppure il servizio non venga eseguito che parzialmente, l’EGA
potrà prendere tutte le misure necessarie per la tutela dell’interesse pubblico a carico e rischio del
GESTORE, compresa la provvisoria sostituzione del Gestore medesimo.” al 20.2 “la sostituzione
deve essere preceduta dalla messa in mora con la quale l’EGA contesta al GESTORE
l’inadempienza riscontrata, intimandogli di rimuovere le cause dell’inadempimento entro un
termine proporzionato alla gravità dell’inadempienza”; al 20.3 “Fermo restando quanto stabilito
dai precedenti commi la Regione Siciliana eserciterà con le modalità previste dalla legge regionale
29 dicembre 1962 n°28 e successive modifiche ed integrazioni, i poteri sostitutivi e gli interventi
necessari qualora siano accertate gravi irregolarità, inadempienze ed in qualsiasi altro caso in cui
la gestione del servizio idrico integrato non possa essere proseguita.” L’ Articolo 21 – Diffida ad
adempiere e clausola risolutoria espressa recita: “ L’EGA, fatta salva l’applicazione delle penali
potrà intimare al GESTORE, ai sensi e per gli effetti dell’art.1454 c.c., di porre rimedio alle
inadempienze entro un congruo termine, comunque non inferiore a 15 giorni nei seguenti casi:
a) ripetute gravi deficienze nella gestione del servizio;
b) ripetute gravi inadempienze ai disposti del presente atto;
c) inottemperanze agli obblighi previsti a carico del GESTORE nella CONVENZIONE di cui agli
articoli 14 e 17.”
Ricorrendo a nostro avviso tutti i casi previsti sia dall’aggiornamento dalla Convenzione di Gestione
che dalle leggi nazionali e regionali vigenti nonché dal Codice Civile in ordine alle presunte
inadempienze che cittadini, comitati ed organismi governativi locali, regionali, nazionali ed europei
registrano, resta da capire se il quadro politico ed amministrativo abbia agito e/o voglia agire
coerentemente all’interesse pubblico generale per garantire i controlli previsti nella gestione di un
servizio pubblico essenziale e le azioni conseguenti nel rispetto della legislazione vigente in ogni
sede deputata indipendentemente e prima, o almeno contestualmente, agli accertamenti giudiziari in
corso.
Allegato 2 – note in merito a tariffe, investimenti, depurazione del componente della Commissione
Tecnica espresso dal Forum siciliano dei movimenti per l’Acqua ed i Beni Comuni sulla base dei
documenti ricevuti.
Capitolo tariffe
Premesso che:
• Nel luglio 2006 la società Caltaqua S.p.A. inizia la gestione del S.I.I. facendo pagare un
costo convenzionale di € 1,25/mc per i consumi restanti dell’anno. Per il 2007 viene fatto pagare ad
utente un impegno minimo di 120 mc ed una tariffa unica di € 0,8063/mc. Questa metodologia
tariffaria forfettaria non ha assolutamente tenuto conto della proporzionalità dei costi dovuta ai
consumi crescenti, secondo quanto indicato dalle principali normative comunitarie secondo le quali
“chi più inquina, più paga”, e costituendo un inconfutabile aggravio e penalizzazone per tutti gli
utenti che non hanno raggiunto il limite di consumo minimo;
• l’ATO Idrico sino al 2011 ha aumentato le tariffe prendendo a base quella dell’anno
precedente aumentata dal tasso del 5% più il tasso d’inflazione, a tasso composto. Tanto risulta dai
ricavi che nel 2007 erano di € 17.000.000 e nel 2018 hanno raggiunto la cifra di € 36.000.000 circa.
Risulta evidente che le tariffe determinate con questo metodo sono illegittime perchè non hanno
preso alla base il costo di esercizio come prescritto, dall’art. 154 del Decreto Lgs n.152/2006;
• nell’art. 17 della convenzione, che regola la tariffa, risulta ancora presente il comma 5°
dell’art. 12 della Legge 498/23.12.1992. Tale norma è stata abrogata dall’art. 274 con Decreto
legislativo n. 267 del 18/08/2000, quindi sei anni prima della sottoscrizione del contratto di
gestione. Detta norma stabilisce che le tariffe devono essere adeguate al variare del valore della
moneta mediante l’applicazione del tasso programmato dell’inflazione corrispondente allo stesso
anno;
• il gestore Caltaqua S.p.A. ha continuato ad aumentare il costo delle tariffe, nonostante gli
ingenti contributi pubblici (seppur contrattualmente previsti) nella misura di 38,5 milioni di € (di
cui 27,3 milioni di € già erogati) per permettere, dall’avvio della gestione, il riequilibrio tra i costi
iniziali e la garanzia dei ricavi e garantire entro i primi 5 anni il risultato dei servizi che il gestore si
era impegnato a rendere;
• le tariffe sino al 2009 sono state approvate dall’Assemblea dei Sindaci, mentre per gli anni
successivi sono state approvate dai Commissari pro tempore, anche se ufficialmente l’ATO viene
commissariato con data 1° gennaio 2013. Viene rilevato che il Commissario pro tempore nell’anno
2013 ha aumentato le tariffe del 13% ed il canone a contatore del 20,50%;
• nel 2016 i Comitati di Quartiere chiedevano al Commissario dell’ATO di Caltanissetta
l’applicazione della Delibera n.664/2015 dell’Autorità dell’Energia Elettrica del Gas e del Sistema
Idrico. Il Commissario riferiva con nota n.1585 del 13.06.2016 che il gestore avrebbe applicato, ai
sensi dell’Art 9 della Delibera citata, l’incremento tariffario in vigore al 31.12.2015, sia sulla quota
fissa sia sulla quota variabile, e precisando ancora che con successivo provvedimento da emanarsi
presumibilmente con decorrenza 01.01.2017 (ma mai avvenuto!), la struttura dei corrispettivi
applicata agli utenti finali, con particolare riguardo alla riduzione delle quote fisse. In merito a
questo ultimo punto la CISL, nel settembre 2016, ha presentato ricorso al TAR di Palermo, sia per
gli aumenti delle tariffe sia per il canone fisso;
• il gestore Caltaqua S.p.A. Caltanissetta, in relazione alle 7000 istanze presentate dalle associazioni
Movimento Consumatori, Forum siciliano acqua pubblica e beni comuni e Tavolo tecnico
dell’acqua di Caltanissetta e relative al rimborso di quota parte del canone relativo al servizio di
distribuzione H24 mai realizzato nella gran parte della città di Caltanissetta, riferisce con nota n.
03626/U del 3/4/2018 specificando che il canone fisso a contatore è stato stabilito secondo le norme
dell’Autorità Energia Elettrica, Gas e Servizio Idrico. Contestualmente la società Caltaqua S.p.A.,
nella stessa missiva, minacciava velatamente i rappresentanti delle associazioni proponenti di adire
alle vie legali qualora si fosse ritenuto che l’azione di raccolta delle istanze, se fosse continuata,
avesse leso il nome e l’operato della stessa società di gestione del servizio pubblico;
• l’ARERA, ai sensi della delibera n.667/R/IDR allegato a art. 7, 2° comma, stabilisce che la quota
fissa delle tre tipologie di servizio non può eccedere il 20% del gettito complessivo della tariffa e di
conseguenza l’ATO Idrico di Caltanissetta ha dovuto certificare la riduzione del canone fisso a
contatore da € 97,00 a € 55,09, con una diminuzione di € 42,43;
• con la stessa delibera n. 27 del 15.10.2018 l’ATO ha dovuto introdurre le nuove tariffe per come
segue:
a) Agevolata sino a 55 metri cubi al costo di € 1,183 mc
b) Base da 56 a 144 metri cubi al costo di € 1,2729 mc
c) 1^ Eccedenza da 145 a 192 metri cubi al costo di € 4,1232 mc
d)2^ Eccedenza da 193 a 240 metri cubi al costo di € 4,9010 mc
e) 3^ Eccedenza da 241 a 9,9999999, metri cubi al costo di € 5,9824 mc
Dette tariffe sono state determinate con la Delibera di cui sopra a partire dell’01.01.2018, con inizio
1° trimestre 2019 e con il conguaglio per il 2018 entro il mese di settembre 2019;
 si evidenzia che nel 2008 già si pagava un canone a contatore di € 60,00 mentre nel 2018 è
stato determinato in € 55,09 (per le tre tipologie del servizio: acquedotto depurazione e
fognatura). Si evidenzia altresì che l’art. 50 del regolamento di gestione al punto 2 stabilisce
che “la quota fissa a contatore potrà adottare la forma di un minimo di consumo e da fissare
a cura dall’autorità d’ambito”. In detta fascia possono rientrare più del 15% degli utenti, ma
l’Autorità d’Ambito non ha ritenuto di intervenire e di conseguenza viene danneggiato chi
consuma 0 metri cubi perche deve pagare l’intero importo della quota fissa. E’ palesemente
evidente che nel periodo in particolare sono state enormemente danneggiate le categorie più
deboli.
 Non è stato ottemperato all’obbligo di erogare acqua h24 entro i 5 anni della stipula della
convenzione e non è stato osservato neanche l’obbligo di modificare la Carta dei Servizi
ogni 2 anni; la stessa è stata aggiornata soltanto nel 2016 senza il coinvolgimento delle
associazioni che per legge devono essere interessate prima della modifica della “Carta dei
Servizi”. Nello stesso anno, cosa molto strana, viene aggiornata anche la convenzione non
dall’Assemblea dei Sindaci che rappresenta l’organo deliberativo dell’ATO, ma dal
Commissario straordinario in quanto disposta dall’AEEG-SI.
Capitolo Investimenti e Depurazione
 Nel piano degli investimenti, secondo quanto previsto dalla convenzione, per i 30 anni di
sviluppo delle attività di programmazione, sono previsti l’ammontare complessivi di €
245.000.000,00 :
– di cui € 127.000.000,00 a carico dei Fondi Comunitari assegnati alla Regione Sicilia, ed
€ 118.000.000,00 a carico del soggetto gestore con fondi privati a carico della tariffa.
– A tutto il 2016, il gestore Caltaqua S.p.A. dichiara, che il programma infrastrutturale
degli interventi realizzati con fondi pubblici ammonta a € 40.286.000,00 e circa €
10.000.000,00 in corso di esecuzione ed € 18.000.000,00 con fondi privati.
– Il gestore Caltaqua S.p.A., negli anni 2016 e 2017 restituisce a circa 3000 utenti €
1.100.000,00 quale importo della depurazione indicata in fattura in quanto non eseguita.
Ciò è avvenuto dopo la denuncia all’Autorità Giudiziaria nel 2015 da parte di
rappresentanti del Movimento 5 Stelle di Caltanissetta che hanno documentato le zone
che pagavano la depurazione senza usufruire del servizio e le cui acque nere defluivano
nelle fogne a cielo aperto. Le somme restituite sono state effettuate tenendo conto del
conteggio effettuato nell’ultimo quinquennio, mentre trattandosi di un indebito
incameramento il conteggio andava fatto per gli ultimi 10 anni. Il gestore Caltaqua
S.p.A. non ha osservato quanto previsto dalla normativa sulla depurazione Dlgs n.
152/2006, ed in particolare il decreto del 2009 che prevede che il gestore deve
comunicare e pubblicizzare sul sito web istituzionale e organi di stampa le vie non
servite dalla depurazione.
– Nel maggio 2018 la Guardia di Finanza e i Carabinieri hanno notificato 20 avvisi di
garanzia ad altrettante persone nell’ambito di una inchiesta della Procura della
Repubblica di Caltanissetta sulla gestione del servizio idrico in provincia di
Caltanissetta. Le informazioni di garanzia sono state notificate a Caltanissetta, Palermo
e Roma a venti tra dirigenti e funzionari del l’Ato Idrico CL6, amministratori e
manager di Caltaqua S.p.A , ossia della società che si occupa della rete idrica, della
distribuzione e degli impianti di depurazione in provincia di Caltanissetta.
– La Procura ha ipotizzato i reati quali l’inquinamento ambientale ed altre violazioni
legate alla diffusione nell’ambiente di reflui non depurati e l’omessa esecuzione della
manutenzione dei depuratori che e’ stata considerata una violazione del contratto di
affidamento del servizio ed è dunque anche contestato il reato di frode in pubblica
fornitura.
– La Guardi di Finanza ha inoltre effettuato una verifica fiscale che ha permesso di
segnalare una base imponibile sottratta alla tassazione di oltre 37,7 milioni di euro.
I dati dell’allegato 2 sono stati acquisiti dall’esame della documentazione fornita dall’ATO Idrico dal
componente del Forum nella Commissione Tecnica che avrebbe dovuto relazionare al Presidente
della Regione entro 90 giorni dal proprio insediamento su eventuali inadempimenti contrattuali da
parte del gestore Caltaqua S.p.A.
Questa Commissione per varie ragioni, tra le quali la continua sostituzione dei componenti è
attualmente posta in stand-by, non ha potuto adempiere al mandato ricevuto.

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