Con il decreto sicurezza Caltanissetta diventa città di frontiera?

Sono numerosi i sindaci che hanno espresso dubbi e preoccupazioni per il decreto sicurezza in tema di migranti. Da Parma a Bologna passando per Palermo, Caltanissetta, Napoli, Torino, Modena, Reggio Emilia, numerosi sindaci e consigli comunali hanno manifestato preoccupazione per il decreto che si accinge ad essere definitivamente convertito in legge alla Camera. “Il decreto depotenzia gli Sprar gestiti dai Comuni attraverso il terzo settore, un sistema d’accoglienza e integrazione funzionante e potrebbe generare maggiore insicurezza nelle città dove si riverseranno tutti i migranti ai quali verrà revocata la protezione umanitaria”, afferma il sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo.

“Quello degli Sprar è un sistema che funziona poiché basato su piccole comunità con un numero limitato di ospiti che vengono avviati all’integrazione linguistica e culturale e ad un possibile inserimento lavorativo. Il decreto sicurezza punta invece sui centri d’accoglienza straordinaria, chiamati a gestire situazioni emergenziali e grandi concentrazioni di persone dove l’elemento dell’integrazione passa in secondo piano. Con l’abolizione della protezione umanitaria – prosegue il sindaco di Caltanissetta – aumenterà il numero di potenziali clandestini nelle nostre città con il rischio che una massa di persone senza nessuna tutela finisca nelle mani della criminalità”.

L’Anci ha calcolato un costo per i Comuni di circa 280 milioni di euro, oggi a carico del sistema nazionale, che andranno invece a gravare sui servizi sociali e sanitari degli enti locali. “Se aumentano le persone senza alcuna tutela e senza un tetto sotto il quale dormire, i sindaci saranno comunque obbligati a intervenire in emergenza per i profili sanitari e di disagio estremo”, spiega infatti il primo cittadino del capoluogo nisseno.

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la città di Caltanissetta, sede del Cara e del centro per i rimpatri di Pian del Lago. “Dalla lunga esperienza vissuta in città – afferma il sindaco Ruvolo – conosciamo i rischi legati all’ordine pubblico derivanti da una permanenza prolungata dentro i centri d’accoglienza governativi. Il Decreto sicurezza aumenta tale periodo fino a 180 giorni. Lo stesso decreto potenzia i centri per i rimpatri ed è quindi probabile che Caltanissetta diventi un territorio di frontiera”.

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