Personale della Polizia di Stato, appartenente alla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Enna, ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Enna, nei confronti di un uomo gravemente indiziato dei reati di violenza sessuale aggravata ai danni di una minore di anni quattordici e di maltrattamenti in famiglia.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe abusato sessualmente della figliastra sin da quando la stessa aveva undici anni, protraendo le condotte per circa tre anni. Le accuse comprendono anche maltrattamenti reiterati ai danni dell’intero nucleo familiare, composto dalla minore, da altre ragazze minorenni e dall’ex compagna dell’indagato.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Enna e avviata nel rispetto delle disposizioni previste dal cosiddetto “Codice Rosso”, ha consentito in tempi rapidi di raccogliere un solido quadro indiziario. Gli investigatori hanno proceduto all’ascolto della persona offesa alla presenza del pubblico ministero titolare del fascicolo, all’acquisizione di dichiarazioni di persone informate sui fatti e al reperimento e alla trascrizione di conversazioni ritenute di particolare rilevanza.
Dalle indagini è emerso un contesto familiare caratterizzato da un clima di costante paura e sottomissione, in cui l’uomo avrebbe imposto rigide regole di comportamento. Chiunque avesse tentato di rivelare il cosiddetto “segreto di famiglia” sarebbe stato esposto a percosse e a continue minacce, tra cui il rischio dell’intervento dei servizi sociali e della conseguente separazione delle bambine dalla madre, con il loro collocamento in strutture diverse.
Alla luce degli elementi raccolti, il G.I.P. del Tribunale di Enna ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e concrete esigenze cautelari, disponendo la misura della custodia cautelare in carcere. L’ordinanza è stata eseguita dalla stessa Sezione di Polizia Giudiziaria che prosegue, nel contempo, ulteriori e delicati accertamenti investigativi.
Si precisa che il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, l’indagato non può essere considerato colpevole fino a eventuale sentenza definitiva o decreto penale di condanna irrevocabile.
























