“Il Partito democratico puo’ anche votarsi da solo la legge sulle unioni civili, se ci riesce. Ma l’onorevole Campana dovrebbe ricordarsi che la maggioranza non e’ un monocolore Pd. E il programma delle forze di maggioranza che sostengono il Governo non prevede questo tema. Come del resto e’ stato confermato ieri dallo stesso Esecutivo il quale, rimettendo all’Aula la decisione sulla mozione del Pd, ha di fatto ammesso che le unioni civili non rientrano nelle linee programmatiche del Governo”. E’ quanto dichiara Alessandro Pagano, deputato di Area popolare. “Proprio qui sta il ‘conflitto di interessi’ che Matteo Renzi, nella sua doppia veste, deve risolvere. Da un lato il premier, che si rimette alla decisione del Parlamento, e dall’altro – prosegue Pagano – il segretario Pd il cui partito con una palese forzatura ha approvato da solo la mozione che apre di fatto alla sostanziale equiparazione delle unioni civili al matrimonio e alle adozioni gay per via giurisprudenziale. Questa e’ la deriva utopistica cui andiamo incontro con il ddl Cirinna’, che rischia quindi di essere ribattezzato ddl Renzi. Ed e’ questo a cui mira il premier-segretario del Pd? A introdurre i matrimoni gay? A privare un bambino del diritto ad avere una mamma e un papa’? A quella colonizzazione ideologica del gender denunciata anche da Papa Francesco? Noi abbiamo gia’ la risposta a questi quesiti – conclude il parlamentare di Ap – e ribadiremo le nostre ragioni il prossimo 20 giugno a Roma, in piazza per la difesa della famiglia e dei nostri figli”
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