Turturici: “La Regione introduce una tassa sui cani. Un contributo che penalizza chi salva gli animali”

Sta suscitando forti polemiche la nuova misura introdotta dalla Regione Siciliana, che dal 22 ottobre 2025 ha reso obbligatorio un pagamento denominato “Contributo di Solidarietà” per diverse operazioni relative all’anagrafe canina.

Il provvedimento prevede il versamento di 20 euro per l’iscrizione di un cane singolo, 80 euro per una cucciolata superiore ai tre soggetti, 10 euro per ogni passaggio di proprietà e ulteriori 10 euro a carico dei veterinari per ogni microchip registrato.

Una misura che, secondo Armando Turturici, volontario animalista di Caltanissetta, “dietro un nome apparentemente nobile, nasconde una vera e propria tassa sugli animali”.

«In una terra come la Sicilia,sottolinea Turturici,dove il randagismo è un’emergenza cronica e dove migliaia di volontari ogni giorno si impegnano per salvare e far adottare cani abbandonati, introdurre un costo aggiuntivo significa ostacolare chi agisce con senso di responsabilità».

Il volontario si chiede se questa scelta non possa avere effetti controproducenti, scoraggiando i cittadini dal registrare gli animali per motivi economici e favorendo così la presenza di cani “fantasma”, non censiti e più difficili da tutelare.

«Questa non è solidarietà,continua,ma una tassa che penalizza chi vuole fare la cosa giusta. Pensiamo ai costi aggiuntivi per i volontari che ogni anno salvano centinaia di animali: cifre importanti che si sommano a spese già gravose».

Turturici evidenzia inoltre come nessun’altra regione italiana,né Piemonte, né Lombardia, né Lazio, né Toscana,imponga un contributo simile: altrove, infatti, le iscrizioni all’anagrafe canina sono gratuite o coperte dal servizio sanitario veterinario pubblico.

«Solo in Sicilia,conclude,si è deciso di trasformare un dovere civico in un onere economico, colpendo proprio chi si prende cura degli animali. La Regione deve tornare sui suoi passi e concentrarsi piuttosto sulla lotta al randagismo, che provoca sofferenze e costi enormi ai comuni».