Tragedia di Gessolungo, il Cimitero dei Carusi intitolato a Mario Zurli

Nel giorno del ricordo della tragedia mineraria del 12 novembre 1881, la città ha reso omaggio a Mario Zurli, l’uomo che per una vita ha custodito la memoria dei 65 minatori morti a Gessolungo, tra cui 19 bambini e ragazzi. Il Cimitero dei Carusi, luogo simbolo di quella pagina dolorosa della storia nissena, porta ora il suo nome.

La cerimonia di intitolazione si è svolta alla presenza dei figli Laura e Federico Zurli, dei nipoti, delle autorità civili, religiose e militari e di numerose scolaresche cittadine. Svelata la targa commemorativa:

“Cimitero delle vittime del disastro di Gessolungo e dei Carusi senza nome Mario Zurli”.

Durante la commemorazione, resa ancora più toccante dal canto di Alice Regina Libera Mulia e dalle musiche del maestro Natalino Scaffidi del Conservatorio “V. Bellini”, Laura Zurli ha letto alcune poesie della sorella Teresita, tra cui “Miniera”.

La tragedia di Gessolungo avvenne il 12 novembre 1881, quando nella sezione “Calafato” della miniera una fiammella di una lampada a olio innescò un’esplosione di grisù. Sessantacinque minatori persero la vita, tra cui numerosi bambini, chiamati “carusi”, costretti a lavorare in condizioni disumane.

Per decenni i loro resti rimasero sepolti sotto l’erba e le sterpaglie, senza un luogo di memoria. Fu proprio l’ingegnere Mario Zurli a individuare e recuperare l’area del seppellimento, restituendo dignità a quei piccoli corpi e costruendo attorno a quel luogo un simbolo di civiltà e coscienza collettiva.

“Le storie di questi bambini e lavoratori ci spezzano il cuore,ha dichiarato il vicesindaco Giovanna Candura. Il loro sacrificio resta un monito contro ogni forma di sfruttamento. Anche oggi il lavoro nero è una piaga che dobbiamo combattere”.

Il consigliere comunale Carlo Vagginelli ha sottolineato come “le miniere rappresentino non solo sofferenza ma anche le prime forme di industrializzazione e di lotta per i diritti dei lavoratori. Dedicare questo luogo a Mario Zurli significa onorare chi ha restituito voce e dignità alla memoria collettiva”.

“Prima della memoria c’è la storia, ha detto Laura Zurli. Con la vostra presenza oggi scriviamo insieme un’altra pagina della storia di Caltanissetta”.

Il fratello Federico ha aggiunto: “Ringrazio tutti coloro che mi raccontano di mio padre. È bello sapere che il suo impegno per questo cimitero è rimasto nel cuore di tanti”.

In concomitanza con la cerimonia, a Palazzo Moncada è stata inaugurata la mostra fotografica “I Carusi” di Rosa Salvia, dedicata al mondo delle miniere e ai volti della memoria.