Ottantatré incendi in appena 24 ore, con 27 roghi ancora attivi: è questo il drammatico bilancio delle ultime ore in Sicilia, dove il fuoco continua a devastare vaste aree del territorio, colpendo duramente le province di Catania, Caltanissetta e Agrigento. Comunità locali, attività agricole e interi ecosistemi sono in ginocchio.
A lanciare l’allarme è il Codacons, che parla di “emergenza strutturale” e punta il dito contro l’“incapacità della Regione Siciliana” di gestire l’annoso problema degli incendi estivi. “Ogni anno si ripete lo stesso scenario: territori devastati, cittadini abbandonati, interventi lenti e mezzi insufficienti”, denuncia l’associazione in una nota.
Secondo il Codacons, il sistema antincendio si conferma del tutto inadeguato: le risposte arrivano quando le fiamme sono già fuori controllo, la flotta aerea è insufficiente, manca una rete di sorveglianza moderna e il coordinamento tra Vigili del Fuoco, Corpo Forestale e Protezione Civile è ancora frammentario.
A questo si aggiunge la scarsa manutenzione del territorio: niente pulizia del sottobosco, formazione discontinua del personale e uso dei droni ancora sporadico. “Siamo di fronte a una crisi cronica, che richiede una risposta immediata e pianificata”, avverte l’associazione.
Il Codacons chiede l’istituzione urgente di un tavolo tecnico regionale che coinvolga istituzioni, forze operative, associazioni e rappresentanti dei territori, con l’obiettivo di definire un piano d’azione per affrontare le emergenze e pianificare interventi strutturali a lungo termine.
“Se la Regione non è in grado di tutelare il proprio territorio, lo dica apertamente – conclude il Codacons –. Servono risorse certe, azioni concrete e responsabilità politiche chiare. Ogni anno, l’inerzia istituzionale ha un costo altissimo per cittadini e territori”.























