San Cataldo celebra un risultato che promette di riscrivere le prospettive economiche e sociali della comunità: l’inclusione ufficiale nell’elenco dei Comuni Montani.
L’importante riconoscimento è stato reso possibile grazie all’aggiornamento dei criteri nazionali per la classificazione dei Comuni montani operato dal Governo, con particolare riferimento alla revisione dei parametri morfologici e delle pendenze contenuti nel cosiddetto “Articolo 2” della normativa nazionale, che in passato penalizzava numerosi comuni del Sud e della Sicilia.
Grazie a questi meccanismi correttivi, San Cataldo entra a far parte dei 57 nuovi comuni siciliani riconosciuti come montani. Un inserimento strategico che trova il suo pilastro finanziario nella Legge Regionale n. 1 del 5 gennaio 2026 (Legge di stabilità regionale 2026–2028), che abilita concretamente le misure di sostegno per contrastare lo spopolamento.
A sottolineare la portata del traguardo è il consigliere comunale Giampiero Modaffari, a nome del gruppo politico “Riprendiamoci la Città”.
«Si tratta di un risultato eccezionale, frutto della revisione dei criteri nazionali. Non è solo un titolo formale, ma un potente strumento per sconfiggere lo spopolamento e offrire un futuro concreto ai nostri giovani», dichiara Modaffari.
“Attivarsi subito per partecipare ai bandi”
Il consigliere lancia poi un monito all’Amministrazione comunale:
«Essere Comune Montano è il punto di partenza, non quello di arrivo. Sollecitiamo ufficialmente il Sindaco e la Giunta ad attivarsi immediatamente per intercettare sistematicamente tutti gli avvisi e i contributi destinati a queste aree. Ogni bando non partecipato è un’opportunità tolta ai sancataldesi».
Le opportunità, in effetti, sono numerose. Grazie al nuovo status e alle risorse previste dalla Legge di Stabilità Regionale 2026–2028 e dal FOSMIT, San Cataldo può ora accedere a canali di finanziamento privilegiati.
Le principali iniziative
Tra le misure su cui l’Amministrazione è chiamata a concentrarsi:
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Fondo FOSMIT per servizi ed energia: bando già finanziato con 19 milioni per la Sicilia, destinato alla manutenzione straordinaria delle strade comunali, all’efficientamento energetico degli edifici pubblici e dell’illuminazione, nonché all’acquisizione di beni strumentali per i servizi essenziali.
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Alfabetizzazione digitale: progetti per l’inclusione tecnologica e l’acquisizione di competenze digitali avanzate.
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Spazi di coworking: finanziamenti per il riadattamento di immobili pubblici in disuso e l’acquisto di tecnologie per il lavoro agile nelle aree interne.
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Incentivi alle assunzioni: contributi a fondo perduto dal 10% al 15% del costo del personale per imprese locali che assumono a tempo indeterminato.
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PSR Sicilia 2026 – Agricoltura: indennità annuale per le zone montane (misura SRB01) a sostegno degli agricoltori locali, fondamentale per compensare i maggiori costi di produzione e preservare il presidio rurale.
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Sostegno abitativo e giovani: credito d’imposta sugli interessi dei mutui prima casa per gli under 41 e mutui agevolati per il recupero di edifici nei centri storici.
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Riqualificazione sociale e ambientale: contributi per la rigenerazione di aree verdi, parchi urbani e bonifica di siti degradati per prevenire incendi e migliorare il microclima urbano.
“Una cabina di regia per non perdere opportunità”
«Vogliamo che San Cataldo diventi un polo di sviluppo attrattivo», conclude Modaffari. «Chiediamo al Sindaco di istituire una cabina di regia o di potenziare l’ufficio tecnico per seguire costantemente queste opportunità».
Il gruppo “Riprendiamoci la Città” annuncia che vigilerà sull’emanazione dei decreti attuativi e sull’utilizzo delle risorse disponibili, assicurando supporto ai cittadini per l’accesso ai benefici previsti.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: trasformare il nuovo status di Comune Montano in uno strumento concreto per migliorare la qualità della vita e rendere San Cataldo una città dove convenga restare e investire.
























