Rischio chiusura Oncologia ospedale di Gela. Lettera aperta deputata M5S Ketty Damante

Nella funzione della carica parlamentare che rivesto, e nel ruolo di portavoce dei cittadini siciliani, sono venuta a conoscenza di diffuse preoccupazioni su una possibile volontà di chiusura del reparto di oncologia dell’Ospedale di Gela.
Dietro lo stato di abbandono in cui sono stati lasciati i medici e gli operatori di uno dei reparti più importanti dell’ospedale, c’è chi vede una volontà precisa. Se questi legittimi timori fossero veri, sarebbe una scelta gravissima.
Ho verificato dunque, tramite incontri e sopralluoghi, che la struttura complessa di oncologia eroga un servizio assolutamente inadeguato rispetto alle esigenze del purtroppo elevato numero di malati oncologici del nostro territorio.
Le motivazioni risiedono in una grave carenza di personale medico.

Una situazione insostenibile per i medici, costretti a turni massacranti e che vedono svilita la propria professione non potendo rendere un servizio rapido ed efficace, ma soprattutto per i malati che si vedono costretti ai “viaggi della speranza” per trovare la qualità che gli spetta. Infatti chiunque sappia cosa significhi essere costretti a combattere contro queste gravi patologie, conosce bene l’importanza non solo della qualità delle cure, ma anche e soprattutto della vicinanza dei medici e delle strutture sanitarie.
I pazienti che usufruiscono di trattamenti chemioterapici ed i loro accompagnatori, sono costretti a sostenere oltre al disagio emotivo della malattia anche quello pratico ed economico dello spostamento e dell’allontanamento dal lavoro, spesso con spese di vitto e alloggio.

L’ospedale di Gela costituisce un polo sanitario di rilevante importanza non solo per i cittadini gelesi ma anche per le persone provenienti dal vasto circondario, e in particolare dai comuni di Licata, Riesi, Mazzarino, Niscemi, Agrigento.
E proprio in considerazione dell’elevato numero di cittadini affetti da gravissime patologie, che ritengo intollerabile l’ipotesi della chiusura del reparto oncologico, che necessiterebbe invece di essere potenziato.

Ho recentemente manifestato le mie preoccupazioni al Direttore Generale dell’ASP di Caltanissetta, Dott. Caltagirone, in quanto le suesposte criticità coinvolgono anche altri reparti.
È necessaria una immediata soluzione perché un ulteriore declassamento del polo sanitario gelese è inaccettabile.
Occorre subito dare atto quanto già previsto dalla relativa pianta organica, e consentire al reparto di garantire le terapie ai pazienti e che vengano urgentemente poste in essere da parte degli enti competenti, compresa la ASP di Caltanissetta, tutte le misure necessarie a fornire il necessario organico medico dirigenziale.
Con la stessa solerzia ho cercato ed ottenuto un’interlocuzione con il Sindaco Greco al quale ho chiesto l’istituzione urgente di un tavolo tecnico che, con la partecipazione della dirigenza dell’Asp di Caltanissetta e dei rappresentanti del personale in forza all’ospedale, definisca e porti avanti un lavoro unitario che dia voce al diritto di cittadinanza degli ammalati e alle esigenze dei loro familiari, al fine di tutelare un diritto non esclusivamente sanitario ma con ampia rilevanza sociale, di cui il Comune è titolare nel rispetto delle prerogative del Sindaco che rappresenta la massima autorità sanitaria sul proprio territorio.
Dove l’economia di mercato si scontra con la tutela degli interessi dei cittadini è compito della politica intervenire. Il contenimento dei costi non può e non deve mortificare l’esigenza di mantenere una buona qualità delle prestazioni.
Risparmiare sui malati è la negazione della nostra umanità.

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