Prorogati i contratti all’Asp di Caltanissetta, Parello e Vancheri: “Bene, ora via alle procedure di mobilità”

Il segretario generale e quello territoriale della Cisl Fp intervengono dopo il provvedimento firmato dal manager Caltagirone: “Siamo al suo fianco”

“Il direttore generale dell’Asp di Caltanissetta, Alessandro Caltagirone, assieme al Management tutto, sta onorando l’impegno assunto di prorogare i contratti in essere di tutto il personale del comparto e della dirigenza, e a lui va il plauso e il sostegno della Cisl FP tutta”.

Così il segretario generale delle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna Salvatore Parello e il segretario territoriale Giovanni Luca Vancheri commentano la disposizione firmata nei giorni scorsi dal manager Caltagirone di provvedere appunto alla proroga dei contratti a tempo determinato per la copertura dei posti vacanti in dotazione organica fino al 31 dicembre 2021 al fine di “evitare criticità nell’erogazione delle attività sanitarie e pregiudizio nei confronti dei cittadini assistiti”.

Con medesimo provvedimento Caltagirone ha disposto che si stipulino nuovi contratti e si proroghino gli altri fino al 30 giugno prossimo “a prescindere dall’effettiva vacanza dei posti, per far fronte alle esigenze straordinarie e urgenti derivanti dalla diffusione del Covid-19”.

“Chiediamo adesso – continuano Parello e Vancheri – che siano interpellate le istituzioni dedicate per provvedere allo scorrimento delle graduatorie e le dovute procedure di mobilità e che si provveda ad operare le stabilizzazioni e a bandire le procedure di reclutamento. Al direttore generale, inoltre, chiediamo che si provvederò ad integrare le unità speciali per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero, dato che questo decongestionerebbe di molto l’ospedale. Al sindaco, invece, chiediamo di attivarsi per reperire degli alloggi da destinare agli operatori a canone agevolato, dato che gli stessi sono ospitati in situazioni precarie. Crediamo infine – concludono – sia necessario integrare l’operato dell’Unità di crisi e, se del caso, integrarlo con tutte le figure tecniche e sanitarie necessarie”.

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