Polo oncologico. Pagano (Lega): “buone risposte del DG Caltagirone ma non bastano, la gente chiede ben altro!”

Con riferimento all’articolo apparso qualche giorno fa sui quotidiani della provincia, a firma del DG dell’ASP 2 di Caltanissetta, Ing  Alessandro Caltagirone e nel quale lo stesso evidenziava alcune riflessioni circa l’attuale situazione del Presidio ospedaliero  Sant’Elia e del Presidio M. Raimondi di San Cataldo, devo intervenire nuovamente non per sterile polemica ma per contribuire al dibattito, forte di conoscenze storiche e della passione nelle politiche sanitarie che continuo a coltivare.

Diamo atto al DG Caltagirone, non solo di onestà intellettuale ma anche di competenza per  quanto ha espresso, non ultimo il fatto stesso che abbia riconosciuto che l’ospedale di San Cataldo non corre nessun rischio di chiusura.

L’ospedale di San Cataldo è infatti uno stabilimento decentrato dell’unica sede Sant’Elia-Maddalena Raimondi, e quindi anche il più malizioso degli uomini, anche a voler chiudere il Raimondi, non ci potrebbe riuscire.

Diamo altresì  atto al DG Caltagirone della volontà di continuare la programmazione voluta anni fa dalla Regione, anche su mio impulso.

Restiamo invece abbastanza perplessi circa la risposta che il DG Caltagirone ha fornito alla mia lettera aperta e cioè: esiste una sua (ripeto, sua) progettualità circa il Polo di oncologia di San Cataldo? Il Maddalena Raimondi vivacchierà alla meno peggio, o riuscirà finalmente a decollare?

Se infatti l’attuale Direttore Generale vorrà realmente realizzare il completamento del Polo Oncologico, non capisco perché non ne parli diffusamente e dettagliatamente, dichiarando per esempio e senza esitazione che oltre ai reparti già esistenti di Radioterapia, Hospice, Lungodegenza, piccola Chirurgia, vorrà realizzare: l’oncologia medica da trasferire da Caltanissetta a San Cataldo, l’UFA-Unità Farmacologica Antiblastica (servizio già progettato da uno studio tecnico di Catania ai tempi dell’ex Direttore Iacono), e dulcis in fundo, un reparto di Radiologia Diagnostica degno di questo nome con attrezzature di ultima generazione (fra l’altro già finanziati dal cosiddetto ex Art 20) e con una organizzazione dotata di autonomia di  budget.

Non siamo invece così sciocchi  da chiedere la chirurgia oncologica a San Cataldo, perché risulterebbe troppo complessa la realizzazione di tale struttura, sia in termini di investimenti che di risorse umane.

La presente sollecitazione quindi vuole rappresentare per il DG Caltagirone l’opportunità per passare alla storia, costruendo una realtà oncologica  solida e mettendo la parola fine ad ogni sterile polemica.

Ecco perché ci aspettiamo, in questo virtuoso ping pong, una risposta certa e celere da parte del DG Caltagirone a cui va, in qualunque caso, il nostro ringraziamento per l’attenzione prestata.

Alessandro Pagano, Vice Capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati.

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