piùCittà. Incontro-dibattito su “Lavoro: diritto o emergenza sociale?”

CALTANISSETTA – Incontro-dibattito Lavoro: diritto o emergenza sociale? in cui sono intervenuti il Sottosegretario al Lavoro e alle politiche sociali, Stanislao (Steni) Di Piazza, e inoltre: Massimiliano Centorbi, Presidente del Forum provinciale delle Associazioni delle Famiglie; Giuseppe Intilla, Dirigente Politiche sociali e Istruzione del Comune di Caltanissetta; Gaspare Russo, Direttore del Centro per l’Impiego di Caltanissetta. Chiari, pregnanti e strutturati tutti gli interventi, ciascuno dei quali ha aggiunto un tassello di conoscenza dentro un quadro in accelerato cambiamento che vede la nostra città procedere verso un progressivo stato di fallimento socio-economico. Tra i presenti in sala il sindaco Roberto Gambino che ha portato i saluti, l’on. Azzurra Cancelleri e, unica presenza tra i consiglieri comunali, Gualtiero Guarino.
Durante l’incontro sono emersi, infatti, numerosi elementi senza i quali non è possibile immaginare un percorso per il futuro della città.
Il sottosegretario ha illustrato innanzitutto il senso e l’orizzonte dentro cui si muovono gli interventi legislativi legati al welfare e all’idea che, senza una economia civile di contrasto al liberismo e alle scelte delle multinazionali, si vivrà un depauperamento continuo, non soltanto al Sud. Per questo motivo si sta lavorando ad una “terza gamba” tra mercato ed assistenzialismo, che potrebbe essere costituita dalle cosiddette “Imprese di comunità”, su cui è stata depositata una proposta di Legge. La conoscenza è alla base di ogni politica attiva e, durante l’esposizione dei relatori, siamo stati informati del fatto che: i dati relativi alla situazione lavorativa del territorio indicano un capoluogo incapace di farsi traino e modello di sviluppo; nella provincia il reddito di Cittadinanza ha fatto emergere nuclei familiari talmente fragili da non essere mai stati censiti; tra i beneficiari e gli occupabili c’è un rapporto di 7 a 3; non c’è possibile attitudine lavorativa recuperabile in presenza di stati emergenziali al limite; le équipe multidisciplinari lavorano su disabilità psico-sociali che inibiscono anche le elementari relazioni formali. Il contesto, quindi, pone due ordini di problemi diversi: l’assenza di lavoro e di tessuto produttivo da un lato e la presenza di ampie fasce della popolazione con scarsissimo livello di istruzione e nessuna specifica competenza lavorativa
dall’altro. Per queste fasce di popolazione (9930 i beneficiari al 31/12/2019) forse non si può fare più molto, ma sui loro figli occorre una attenzione collettiva che passi non soltanto dalla scuola, ma da ogni supporto educativo possibile.
Il paradigma politico cambia con il cambiare delle esigenze della società, purché mantenga alla base i principi di fraternità e sussidiarietà senza i quali non esiste più lo Stato sociale. A questi ne va aggiunto un altro sempre più necessario: l’educazione alla corresponsabilità attraverso una partecipazione consapevole e informata di tutti i cittadini, non soltanto di quelli già sensibili a questi temi, perché per la situazione descritta c’è bisogno di cure urgenti e condivise in un dibattito che non perda di vista la gravità della situazione.
Per questo motivo il Movimento piùCittà, come preannunciato durante il dibattito, comincerà a lavorare su un doppio fronte: le possibilità di uno scenario di reale recupero e sviluppo del territorio e la creazione di un Patto Educativo Territoriale, strumento che chiama a raccolta tutte le agenzie territoriali, civiche ed istituzionali, in un percorso costituente che si ponga obiettivi e traguardi comuni per vivificare un territorio che merita di essere vissuto al meglio

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