Operazione “Passepartout”, restano in carcere i 5 indagati

Restano in carcere il collaboratore parlamentare, il Radicale, Antonello Nicosia e il boss di Sciacca Accursio Dimino, fermati all’alba di lunedì con l’accusa di associazione mafiosa. Il gip del tribunale di Sciacca, Alberto Davico, ha convalidato i fermi emessi dalla Dda di Palermo ed ha accolto la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dai pm. Stessa decisione per Luigi e Paolo Ciaccio e Massimo Mandracchi, accusati di favoreggiamento.

L‘operazione antimafia “Passepartout” è stata realizzata, all’alba di lunedì, dal Gico della Guardia di finanza e dal Ros dei carabinieri. Il gip ha inviato, inoltre, nuovamente il fascicolo a Palermo.

Gli indagati restano dunque nel carcere palermitano di Pagliarelli. Secondo i pm della Dda di Palermo – l’aggiunto Paolo Guido e i sostituti Francesca Dessì e Calogero Ferrara – Nicosia, per anni impegnato nella difesa dei diritti dei detenuti, era in contatto con il boss saccense Accursio Dimino, vicino alla famiglia Messina Denaro. Inoltre Nicosia grazie all’incarico di collaboratore della deputata si sarebbe in realtà occupato di veicolare all’esterno messaggi dei mafiosi detenuti.

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