Operazione “Camaleonte” a Gela, dopo gli arresti chiesto l’intervento del Riesame

Adesso la parola passa al Tribunale del Riesame. Le misure cautelari eseguite nell’ambito dell‘operazione “Camaleonte” adesso passeranno al vaglio del Tribunale della Libertà. I ricorsi, presentati dagli avvocati Flavio Sinatra, Alfredo D’Aparo e Tonino Gagliano, saranno discussi la prossima settimana.

Al vaglio dei magistrati non soltanto le misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Caltanissetta su richiesta della Dda nissena guidata dal procuratore Amedeo Bertone ed eseguite dal Gico della guardia di finanza, ma anche il sequestro dell’immenso patrimonio da 63 milioni di euro sul quale gli inquirenti hanno messo le mani perché considerato in «odor di mafia».

In carcere sono finiti i fratelli Francesco Antonio e Salvatore Luca e il figlio di quest’ultimo, Rocco. Sono accusati di concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio. Coinvolti anche alcuni loro familiari che avrebbero fatto da prestanome e Giovanni Giudice, primo dirigente della polizia di Stato che ha prestato servizio al commissariato di Gela, alla squadra mobile di Caltanissetta e in quella di Agrigento. di  (gds.it)

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