Nisseni manifestano a Palermo per taglio del governo regionale ad assistenza per disabilità

Il 27 Aprile, un gruppo di familiari di persone con disabilità nissene, sancataldesi e di Resuttano, con i relativi assessori alle politiche sociali della provincia di Caltanissetta (Carlo Campione per il Comune di Caltanissetta; Salvatore Sberna per il comune di San Cataldo; Maria Piera Puleo per Comune di Resuttano) si sono ritrovati A Palermo in Piazza del Parlamento, dinanzi al Palazzo dell’ARS, proprio mentre si stava discutendo la legge finanziaria, allo scopo di rivendicare il diritto all’assegno di cura e alla predisposizione di un piano individualizzato di vita per le persone con disabilità grave e gravissima.
La manifestazione aveva lo scopo preciso di far si che l’assegno di cura non venisse ridotto, quasi dimezzato, a causa dei tagli per mancanza delle relative coperture finanziarie. Anzi, le famiglie, hanno chiesto con forza che venisse mantenuto con l’importo indicato nel decreto Crocetta 2017, riconosciuto nella misura di 18 mila euro annui.
Hanno, altresì, rivendicato maggiori risorse per i Comuni, allo scopo di poter garantire maggiori servizi assistenziali in favore delle persone con disabilità grave. Tantissime erano le persone presenti in Piazza Parlamento, nonostante le condizioni meteo non favorevoli. Tantissime, erano le persone in carrozzina e tante le persone che, pur non avendo casi di disabilità in famiglia, hanno sentito come propria questa battaglia. Questa è la società civile, che sempre più viene sensibilizzata sul tema dell’abbandono da parte delle istituzioni verso le persone con disabilità.
Da Caltanissetta e San Cataldo sono partite oltre 35 persone più alcune che si sono spostate con i propri mezzi, proprio per manifestare insieme, nonostante le difficoltà negli spostamenti in carrozzina. Fanno notare Gisella Canicattì e Lella Ficarra che le famiglie con persone con disabilità grave e gravissima, non vogliono vivere mai più sostituendosi allo Stato, laddove questo non ha previsto dei servizi o contributi economici per l’assistenza domiciliare e per le attività che coinvolgono ogni aspetto della vita della persona con disabilità. “Non vogliamo vivere la nostra vita come una condanna, lo facciamo con grande dedizione e amore, ma sentiamo forte il peso della fatica che grava unicamente, o quasi, su di noi. Se lo Sato ci abbandona, la nostra vita, diviene una prigione e noi sentiamo tutto il peso della condanna alla solitudine.
Abbiamo gridato, e continuiamo a farlo, con forza: la disabilità è di tutti, delle famiglie, delle istituzioni, della società civile. Questa è una battaglia di civiltà. Mantenere l’assegno di cura, nell’importo indicato, e predisporre i piani individualizzati di vita, vuol dire rispettare la dignità di persona umana delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Domani – concludono le mamme – potrebbe accadere ad ognuno di noi…”

La voce dei disabili
Responsabili: Lella Ficarra e Gisella Canicattì

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