Niscemi: 44° Anniversario della morte del M.O.V.M. Car. Vincenzo CARUSO, deceduto a Taurianova (RC) il 1° Aprile 1977

NISCEMI – Quest’anno, a causa delle restrizioni per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus COVID-19, il 44° anniversario della scomparsa del Carabiniere M.O.V.M. Vincenzo CARUSO, nato a Niscemi (CL) il 06 ottobre 1950 e deceduto l’01 aprile 1977, verrà ricordato senza alcuna celebrazione solenne. Per rammentare il triste episodio in cui perse la vita il Carabiniere si riporta di seguito la motivazione con la quale il 27 agosto 1977 il Presidente della Repubblica conferì al militare la massima onorificenza “alla memoria”:

“Componente equipaggio di autoradio, lasciato di vigilanza all’esterno di casolare isolato nel quale si era introdotto per controllo un graduato capo servizio, interveniva subito per dare man forte al superiore fatto segno a numerosi colpi di arma da fuoco da parte di pregiudicati, ingaggiando con essi, con coraggio e consapevole ardimento, un cruento scontro a fuoco. Benché gravemente ferito persisteva nell’azione uccidendo due malfattori fino a quando, privo di forze, si accasciava, stremato, al suolo, dove veniva barbaramente finito” Taurianova – 1° aprile 1977.

Il Carabiniere Vincenzo CARUSO, arruolato nell’Arma dei Carabinieri il 16 aprile 1969, dopo alcuni anni trascorsi in Piemonte era stato trasferito alle dipendenze della Compagnia di Taurianova (RC). In ogni circostanza aveva dato ampia dimostrazione delle proprie qualità, distinguendosi per l’eccellente rendimento in servizio e per il particolare altruismo dimostrato nelle relazioni umane.

Al riguardo si rievoca quanto accadde quel triste giorno di oltre quarant’anni fa: il 1° aprile 1977, alle ore 14.25, l’equipaggio dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Taurianova (RC), composto dall’App. Stefano CONDELLO, capo equipaggio, e dal Carabiniere Vincenzo CARUSO, autista, intervenivano presso una casa colonica sita in quella contrada “Razzà”, ove era in corso un summit tra undici soggetti appartenenti alla “’ndrangheta”, facenti capo alla famiglia Avignone di quel centro.

Appena giunti sul posto, l’Appuntato CONDELLO faceva irruzione all’interno del casolare, mentre il Carabiniere CARUSO supportava il collega all’esterno dell’immobile. Uditi i primi colpi d’arma da fuoco, repentinamente faceva anch’egli ingresso nell’edificio ed ingaggiava con i malviventi un cruento scontro a fuoco. Seppur gravemente ferito riusciva a sopraffare due dei malfattori, sino a quando, stremato, si accasciava al suolo dove, unitamente all’Appuntato CONDELLO, veniva barbaramente trucidato.

Le successive indagini condotte dall’Arma portarono all’identificazione ed all’incriminazione dei soggetti presenti nel casolare.

Il Comandante Provinciale, Col. Baldassare DAIDONE, nell’occasione, ha voluto manifestare la propria vicinanza e quella dell’Istituzione ai familiari del decorato deponendo una corona di fiori sulla tomba dove riposa il giovane Eroe Caduto.

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