Un grave naufragio si è verificato nelle acque del Mediterraneo centrale, a circa 70 miglia dalle coste libiche, causando decine di dispersi. Secondo le prime informazioni, 32 migranti sono stati tratti in salvo e successivamente sbarcati a Lampedusa, mentre al momento sono stati recuperati due corpi senza vita.
L’imbarcazione, un barcone in legno partito dalla zona di Tajoura con a bordo circa 105 persone tra uomini, donne e bambini, si sarebbe rovesciata nell’area SAR sotto controllo libico. Le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso, coordinate dalla Guardia Costiera libica, mentre cresce il timore per oltre 70 persone attualmente disperse.
A intervenire per primi sono stati i mercantili Saavedra Tide e Ievoli Grey, che hanno recuperato i superstiti e i corpi delle vittime, trasferendoli poi sull’isola siciliana.
La tragedia, avvenuta nel periodo pasquale, riaccende il dibattito sulle politiche migratorie europee. Secondo alcune organizzazioni umanitarie, infatti, episodi come questo non sarebbero eventi isolati o inevitabili, ma il risultato della mancanza di vie legali e sicure per l’ingresso in Europa.
Intanto, mentre continuano le ricerche in mare, resta alta la preoccupazione per il destino dei dispersi e il bilancio potrebbe ulteriormente aggravarsi nelle prossime ore.























