Il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza maschile contro le donne, a Caltanissetta è nato ufficialmente il nodo locale di Non Una Di Meno, il movimento transnazionale e transfemminista attivo in Italia dal 2016 e parte della rete internazionale “Ni Una Menos”. Una scelta fortemente simbolica e politica: nel giorno in cui il mondo ricorda le vittime dei femminicidi e di ogni forma di violenza di genere, le donne nissene hanno deciso di dare avvio a un percorso collettivo di vita, militanza e costruzione comunitaria.
Il nuovo nodo nasce dal desiderio di creare uno spazio aperto, inclusivo e intersezionale, capace di accogliere e dare voce a tutte le soggettività che subiscono violenze fisiche, psicologiche, economiche o simboliche. Al centro del progetto c’è la volontà di costruire una rete territoriale che possa incidere non solo sul piano sociale, ma anche su quello culturale e politico, lavorando alla decostruzione dei modelli patriarcali che ancora permeano la società.
Non Una Di Meno, infatti, agisce attraverso percorsi di sensibilizzazione, formazione, mobilitazione e pratica quotidiana, con l’obiettivo di promuovere nuovi linguaggi e nuove forme di libertà. Con l’apertura del nodo nisseno, anche Caltanissetta entra a far parte della rete nazionale che ogni giorno si mobilita per una società libera dalla violenza e dalle discriminazioni.
Le prime iniziative pubbliche del gruppo si svolgeranno presso lo spazio di Street Factory Eclettica. Il programma prevede:
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Giovedì 4 dicembre, ore 19:00 – “Colpevoli di nulla: la liberazione dal falso racconto”, incontro aperto con la dott.ssa Silvana Patrì, psicologa e psicoterapeuta.
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Martedì 9 dicembre, ore 18:30 – Assemblea pubblica del nodo Non Una Di Meno Caltanissetta, aperta a tutte e tutti coloro che desiderano partecipare, condividere idee e contribuire ai prossimi percorsi di lavoro e attivismo.
La nascita del nodo segna un passo significativo per la città: un invito a ripensare le relazioni sociali, ad ascoltare chi vive condizioni di oppressione e a costruire insieme una comunità più giusta, equa e libera da ogni forma di violenza.























