Mussomeli, il Sindaco Catania lancia la controproposta sulla rete ospedaliera 2025: “Così si penalizza un territorio fragile”

Si alza la voce del territorio contro il nuovo piano della rete ospedaliera 2025. Il sindaco di Mussomeli, Giuseppe Catania, annuncia ufficialmente la presentazione di una controproposta per il presidio ospedaliero “Maria Immacolata Longo”, in risposta alla bozza preliminare diffusa dall’Assessorato regionale alla Salute, contro la quale aveva già espresso netta contrarietà.

 

“Ridimensionare l’ospedale di Mussomeli – dichiara Catania – significa penalizzare un’area interna svantaggiata, che serve oltre 75.000 cittadini distribuiti tra tre province e quindici comuni. Non si può pensare di riorganizzare la sanità dimenticando le esigenze reali di chi vive lontano dai grandi centri urbani.”

 

La proposta alternativa

 

Il primo cittadino, anche dirigente di Fratelli d’Italia, ha illustrato i principali punti della proposta alternativa, elaborata tenendo conto delle criticità emerse e delle esigenze del territorio:

 

Conferma dei posti letto nei reparti di Ortopedia, Medicina, Riabilitazione e Lungodegenza

 

Mantenimento di tutte le Unità Operative attualmente attive

 

Potenziamento dei servizi di Oculistica, Gastroenterologia e Dialisi, con l’elevazione da Centri di Assistenza di base (CAL) a Unità semplici dipartimentali

 

Riorganizzazione del reparto di Pediatria, da attuare in base alla reale disponibilità di personale medico

 

Rafforzamento immediato dei servizi esistenti, in particolare chirurgia, riabilitazione, lungodegenza e anestesia

 

 

Una proposta che, secondo il sindaco, nasce dall’ascolto dei bisogni della popolazione e da un approccio pragmatico: “Non chiediamo privilegi, ma solo che vengano rispettati i diritti dei cittadini delle aree interne.”

 

“Altro che potenziamento, è un arretramento”

 

Catania contesta duramente la narrazione di alcuni rappresentanti politici locali, che hanno definito la bozza della rete 2025 un passo avanti per la sanità nissena. “Parlare di potenziamento – afferma – o ringraziare solo perché non si è arrivati alla chiusura è fuorviante. Non è un miglioramento, ma un arretramento mascherato da riorganizzazione.”

 

L’appello: “Uniti per difendere il diritto alla salute”

 

Il sindaco lancia infine un appello alle forze sindacali, politiche e civiche del territorio affinché si uniscano in una battaglia comune: “La salute è un diritto costituzionale, e deve essere garantita anche in territori fragili come il nostro. Serve una mobilitazione ampia, trasversale, che metta al centro le esigenze delle persone e non solo le logiche di bilancio.”

 

La proposta sarà presentata ufficialmente domani e inviata all’Assessorato regionale, con la speranza che venga accolta e discussa nel merito. Intanto, sullo sfondo, cresce la tensione nei comuni dell’entroterra, dove la preoccupazione per il futuro dei presìdi ospedalieri si fa sempre più forte.