Monitoraggio di tutti i tamponi realizzati e fondo di rischio per il personale sanitario, la Cisl Fp chiede videoconferenza con dirigenti generali delle Asp e i prefetti di Caltanissetta ed Enna

Vancheri e Russo Introito: “Non possiamo esimerci dal gratificare chi sta donando la cosa più preziosa che possiede per tutelare la salute pubblica”

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Covid-19, cresce sempre più la percentuale di personale medico e sanitario risultato positivo, la Cisl Fp chiede immediate misure di contenimento del contagio e una maggiore tutela del personale.

A proporre ai dirigenti generali delle Asp di Caltanissetta ed Enna una specifica video conferenza sul tema, sono Floriana Russo Introito, segretaria generale della Cisl Fp e il segretario territoriale Gianluca Vancheri, entrambi per le province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna.

Alla luce dei recenti dati epidemiologici, avendo contezza della percentuale di personale medico e sanitario risultato positivo al Sars-Cov2, in ossequio ai recenti decreti di tutela della salute pubblica di cui al D.l. del 2 aprile – scrivono – si chiede con urgenza l’avvio del tavolo in video conferenza come da protocollo nazionale, con la presenza delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, i Rls e la direzione strategica e sanitaria aziendale e se, del caso con i prefetti, per discutere e celermente una serie di proposte a nostro parere da adottare in breve tempo”.

Tre i punti: il monitoraggio e il sistema di verifica dei tamponi, con indicazione del numero di tamponi effettuati, del numero di personale Srr sottoposto a tampone (come previsto già dal decreto legislativo del 19 marzo) dei tempi per ottenere il risultato e relativo protocollo di messa in sicurezza dell’operatore positivo. “Al riguardo, si chiede di produrre e aggiornare apposito registro tamponi da rendere accessibile sul sito web aziendale – chiedono Russo Introito e Vancheri -, avendo cautela di non inserire dati sensibili o tutelati dalla privacy, recante le modalità di verifica, il personale sottoposto, i tempi di risultato e la eventuale sostituzione”

Secondo punto, utilizzare il 5% del fondo della produttività collettiva del personale di comparto per specifico “Progetto Covid”, per incentivare il reclutamento di personale da impiegare nelle aree Covid e compensare “tramite performance individuale l’attività effettivamente resa da ogni singola qualifica investita da parametrare in modo progressivo al rischio”. Si dovrebbe quindi applicare un incremento percentuale variabile in base alla complessità dell’operazione realizzata e dell’area in cui si opera, ovviamente per tutta la durata della emergenza Covid e comprendendo ogni figura e ruolo (infermieri, oss , tsrm, amministrativi ecc) per effettivo turno e incrementate per esposizione al rischio.

Terzo punto richiesto dalla Cisl, l’estensione dell’indennità di rischio infettivo, già prevista per contratto, a tutto il personale esposto, cioè sanitari, tecnici ed amministrativi.

Confidando nella celere attivazione e sicuri di un rapido accoglimento – concludono Russo Introito e Vancheri – nel ribadire il nostro supporto e sostegno non possiamo esimerci dal gratificare chi sta donando la cosa più preziosa che possiede per tutelare la salute pubblica”.

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