La CGIL esprime forte preoccupazione per la decisione del Ministero dell’Interno di ridurre i rimborsi destinati a Comuni e comunità per le spese sostenute nell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Una misura definita “l’ennesima scelta miope da parte del Governo nazionale”, che penalizza i soggetti più fragili e mette in difficoltà i territori.
“Non si tratta solo di una questione finanziaria – sottolinea la segretaria generale Rosanna Moncada – ma di una scelta profondamente sbagliata sul piano etico e sociale, con conseguenze che ricadranno su tutta la società”.
I minori non accompagnati rappresentano la fascia più vulnerabile tra i migranti: spesso in fuga da guerre, violenze e povertà, arrivano in Italia senza alcun riferimento familiare. I fondi tagliati non sono spese superflue, ma risorse indispensabili per garantire accoglienza, istruzione, assistenza sanitaria e percorsi di integrazione.
“La riduzione dei finanziamenti – continua Moncada – comporta un inevitabile abbassamento della qualità dei servizi e aumenta il rischio di emarginazione, sfruttamento e devianza. Non stiamo parlando di cifre, ma del futuro di giovani vite”.
Il provvedimento impatta direttamente sui bilanci dei Comuni e delle comunità locali, già spesso in affanno, che saranno costretti a coprire i costi con risorse proprie. Ma l’accoglienza non è solo questione economica: coinvolge centinaia di lavoratori e lavoratrici – educatori, psicologi, assistenti sociali, mediatori culturali – la cui occupazione ora è a rischio.
“Colpire questo settore – conclude la CGIL – significa creare disoccupazione in un ambito che andrebbe invece rafforzato. Il sociale non è un costo, ma un investimento. Tagliare oggi significa generare problemi domani. Serve una visione di lungo periodo, che metta al centro le persone, i diritti e il futuro dei territori”.
La Segreteria Generale CGIL
Rosanna Moncada






















