“La Notte del Capitano”, il nuovo cortometraggio di Salvatore Riggi debutta al Teatro Regina Margherita

Dopo il successo di “Biangardi – La creazione più bella” e “Solo per amore – Gli Artisti di Dio”, che hanno conquistato oltre venti premi tra riconoscimenti nazionali e internazionali e più di 5.000 presenze complessive, il regista Salvatore Riggi torna con un nuovo, intenso progetto cinematografico: “La Notte del Capitano”.

Il cortometraggio sarà proiettato nella suggestiva cornice del Teatro Regina Margherita di Caltanissetta nelle giornate del 13 e 14 marzo 2026, con doppia proiezione quotidiana: primo turno alle 18.30 e secondo turno alle 20.00. L’ingresso è consentito esclusivamente con prenotazione obbligatoria.

Il film conduce lo spettatore nella notte tra il martedì e il mercoledì Santo. Il Capitano della Real Maestranza di Caltanissetta non riesce a dormire: l’indomani entrerà nella storia della città, assumendo un ruolo che si tramanda da secoli.

In quell’insonnia carica di emozione riaffiorano i ricordi d’infanzia, quando da bambino portava le chiavi della città nell’anno in cui suo nonno ricopriva lo stesso incarico. Un intreccio di memoria e presente che rinnova, anno dopo anno, un rito solenne seguito da un intero popolo che affolla la piazza per rendere omaggio alla Real Maestranza.

Nelle note di regia, Riggi sottolinea come anche questo lavoro affondi le radici in ciò che rende unica la Settimana Santa nissena: arte, fede e devozione. Ma al centro del racconto non c’è soltanto la tradizione, bensì l’umanità che la sostiene.

«Ho voluto raccontare non soltanto una tradizione, ma soprattutto l’emozione pura, ingenua, bambina che si nasconde dietro ogni gesto», spiega il regista. Un invito a “vedere per rivedersi”, a riscoprire quello sguardo dell’infanzia capace di immaginare il futuro e di sentirsi parte viva della storia collettiva.

Il tema della trasmissione tra generazioni diventa così il cuore del cortometraggio: un passaggio di testimone che non è soltanto rituale, ma profondamente umano. “Diventare parte della storia della nostra città”, afferma Riggi, è una scelta che nasce dall’amore. «Non esiste al mondo un’altra possibilità di salvezza».