Con il leader Totò Cuffaro agli arresti domiciliari, la nuova Democrazia Cristiana prova a serrare i ranghi e rilanciare l’azione politica in Sicilia. Tra il sostegno ai referendum sulla separazione delle carriere e l’Assemblea regionale in programma il 22 febbraio a Caltanissetta, il partito tenta di trasformare una fase di difficoltà in un banco di prova per il proprio radicamento territoriale.
Dopo l’inchiesta per corruzione e turbativa d’asta che ha coinvolto l’ex presidente della Regione, la DC ha attraversato settimane di incertezza interna. Superate le tensioni legate alla gestione del partito, la dirigenza nazionale ha ufficializzato il sostegno alla campagna referendaria per la riforma della giustizia.
Il segretario nazionale Gianpiero Samorì, d’intesa con il presidente Renato Grassi, ha autorizzato la costituzione dei Comitati per il “Sì”. Obiettivo dichiarato: fare della battaglia referendaria un passaggio identitario e programmatico. Gli avvocati Luigi Rapisarda, Leonardo Sala e Giorgio Cavazzoli sono stati incaricati di redigere il documento politico che accompagnerà la campagna, già avviata sui social con lo slogan “Vota Sì – La scelta giusta”, per una giustizia definita “libera, equa e indipendente”.
Sul piano politico, tuttavia, l’iniziativa referendaria resta inevitabilmente intrecciata alle vicende giudiziarie di Cuffaro. Se le comunicazioni ufficiali mantengono toni istituzionali, alcuni esponenti vicini al leader parlano apertamente di “accanimento giudiziario”, definendolo un bersaglio politico permanente.
Commissariamento e nuova fase organizzativa
In attesa degli sviluppi giudiziari, la gestione del partito in Sicilia è stata affidata a una triade di commissari: Fabrizio Meli, Totò Cascio e Carmelo Sgroi. A loro il compito di garantire continuità organizzativa e rafforzare la presenza della DC nei territori.
Il momento centrale di questa fase sarà l’Assemblea regionale “Direzione Futuro”, convocata per domenica 22 febbraio a Caltanissetta, presso l’Hotel Ventura. Un appuntamento che punta a dimostrare la solidità del progetto politico nonostante l’assenza fisica del suo fondatore.
Attesi i principali rappresentanti istituzionali del partito, tra cui il capogruppo all’Ars Carmelo Pace e i deputati Ignazio Abbate, Nuccia Albano, Carlo Auteri, Serafina Marchetta e Andrea Messina, oltre alla presidente regionale Laura Abbadessa e alle delegazioni provinciali.
Il banco di prova di Caltanissetta
L’incontro nisseno sarà soprattutto un test politico. La partecipazione della classe dirigente locale e dei rappresentanti istituzionali del territorio offrirà un’indicazione concreta sul livello di coesione interna e sulla capacità della DC di consolidare il proprio consenso.
Il progetto della nuova Democrazia Cristiana punta a richiamare i valori storici dello scudo crociato, proiettandoli verso le prossime scadenze elettorali. Resta però l’interrogativo centrale: quanto inciderà, nel medio-lungo periodo, la situazione giudiziaria del suo leader?
Per ora il partito sceglie la linea della continuità e del rilancio. L’assemblea del 22 febbraio rappresenterà non solo una verifica organizzativa, ma anche un termometro politico per misurare il peso effettivo della DC sul territorio nisseno e regionale.






















