Dopo i comunicati diffusi negli ultimi giorni in merito all’ordinanza cautelare del TAR Sicilia n. 214/2026, il presidente del Consiglio comunale di Caltanissetta, Gianluca Bruzzaniti, interviene pubblicamente per chiarire la propria posizione e respingere quelle che definisce “ricostruzioni distorte e strumentali”.
Al centro della vicenda vi è un’interdittiva antimafia che riguarda la società Ecoclean S.r.l., ma – sottolinea Bruzzaniti – “non rappresenta né una condanna né un’accusa penale”. Si tratta infatti, spiega, di una misura preventiva e discrezionale volta a evitare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nelle attività economiche, senza implicare automaticamente responsabilità personali o accertamenti di reato.
Il presidente precisa inoltre la propria posizione all’interno della società: “Rivesto esclusivamente il ruolo di socio di minoranza con una quota del 20% e sono del tutto estraneo ai profili contestati, come emerge chiaramente dagli atti ufficiali”. Da qui la netta presa di distanza da ogni tentativo di attribuirgli responsabilità o profili di rischio, definiti “privi di qualsiasi riscontro”.
Bruzzaniti ripercorre poi le tappe della propria esperienza imprenditoriale. Nel 2021, dopo aver usufruito di un incentivo all’esodo dall’azienda in cui lavorava, ha investito nella creazione di un’impresa di manutenzioni, operante principalmente nei servizi condominiali e negli interventi privati. Successivamente, la società Ecoclean S.r.l. ha ottenuto l’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali, previa verifica dei requisiti di onorabilità da parte della Prefettura.
Nel 2024, tuttavia, per sopraggiunti impegni, Bruzzaniti ha lasciato il ruolo di amministratore, cedendo gran parte delle quote al padre, ex dipendente dell’ufficio tecnico dell’Asp di Caltanissetta. Il cambio di amministrazione ha comportato una nuova verifica dei requisiti, culminata – nel gennaio scorso – nell’emissione dell’interdittiva antimafia, basata principalmente su rapporti di natura parentale.
“È fondamentale ribadire che l’ordinanza del TAR Sicilia ha carattere esclusivamente cautelare e non costituisce una decisione definitiva”, evidenzia Bruzzaniti, annunciando che la società è pronta a presentare appello al Consiglio di Giustizia Amministrativa per un ulteriore riesame.
A sostegno della propria estraneità, il presidente cita una serie di documenti ufficiali. In particolare, le note del Comando provinciale dei Carabinieri di Caltanissetta (dicembre 2023 e maggio 2025) attestano l’assenza di informazioni antimafia a suo carico e la mancanza di collegamenti con soggetti pregiudicati. Analogamente, una nota della Direzione Investigativa Antimafia dell’ottobre 2024 non evidenzia elementi negativi, se non una violazione del codice della strada.
Elementi che, secondo Bruzzaniti, “smentiscono in modo categorico le ricostruzioni diffuse in sede politica e mediatica”. Anche una precedente verifica dei requisiti morali e professionali, effettuata nel 2021 quando ricopriva un ruolo più incisivo nella società, si era conclusa con esito positivo.
Nel suo intervento, il presidente richiama anche il proprio impegno istituzionale: consigliere comunale dal 2009, sottolinea di aver sempre operato nell’interesse della comunità. Le parentele oggetto di contestazione, afferma, “non sono frutto di una scelta personale” e, anzi, nel tempo si sono spesso rivelate motivo di difficoltà.
Da qui la lettura politica della vicenda: “Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di delegittimazione costruito su omissioni e forzature, con l’obiettivo di creare sospetti e ottenere visibilità”. Bruzzaniti denuncia il rischio di un clima di delegittimazione istituzionale alimentato da narrazioni “funzionali alla contrapposizione politica”.
Infine, annuncia di aver già avviato le procedure per la cessione della propria quota societaria, ribadendo la necessità di un’informazione “corretta e rispettosa della verità”.
“In vicende come queste – conclude – le istituzioni dovrebbero mostrare maggiore responsabilità, evitando dichiarazioni avventate che rischiano di colpire non solo le persone coinvolte, ma anche famiglie e lavoratori”.






















