Insieme ai Sindaci per il riscatto dei Comuni. Sanità pubblica, infrastrutture e università e un serio accordo di programma le priorità da condividere!

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – La Segreteria confederale della CGIL provinciale augura buon lavoro ai tre Sindaci eletti nell’ultima tornata elettorale, il Sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino, di  Mazzarino Vincenzo Marino e di Gela Lucio Greco.
La CGIL è consapevole di ciò che i Comuni siciliani stanno attraversando, in questi anni non sono mancate le denunce pubbliche per il graduale e costante abbandono da parte dei Governi, Regionale e Nazionale, a danno dei 270mila abitanti dei 22 Comuni della provincia di Caltanissetta. Abbiamo bisogno di autorevolezza Istituzionale e ancora prima di “coesione intelligente” in grado di andare oltre le parole inutili, in grado di generale fatti concreti a beneficio delle persone, iniziando dai disoccupati e dai tanti cittadini che rivendicano un serio diritto alla cura negli ospedali pubblici. Abbiamo bisogno di un investimento in università e ricerca e di decentramenti seri in grado di non appensantire il costo che migliaia di nuclei familiari affrontano per garantire un dignitoso percorso universitario ai figli. La CGIL, congiuntamente a CISL e UIL, da anni rivendica il mantenimento dei servizi comunali dedicati alla persona, dall’assistenza domiciliare agli anziani al trasporto disabili, dalla refezione scolastica alla creazione di asili nido, da un nuovo rapporto con Stato e Regione a gruppi di lavoro specifici da dedicare alle opportunità offerte dall’unione europea anche per risorse finanziarie da destinare al turismo. Auguri ai Sindaci, nella consapevolezza che un serio e libero dialogo sociale può determinare la svolta di una delle province più importanti del sud Italia per presenza industriale e per investimenti in agricoltura. La CGIL provinciale si dichiara pronta al confronto per ricostruire una nuova storia in tutti i Comuni sapendo che sui grandi temi nessuno può permettersi di dividersi, chi lo farà non percorrere interessi collettivi e si macchierà del riemergere della questione morale.
Ignazio Giudice

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