Il Comitato di Zona di Gibil Habib, troppi disagi

Il Comitato di Zona di Gibil Habib non si stancherà mai di denunziare, all’opinione pubblica e, se del caso, all’Autorità Giudiziaria, le deprecabili condizioni in cui vengono lasciate le nostre popolose contrade.

Basta percorrere le strade della zona per vedere immondizia e plastica dappertutto.

Non solo, in alcuni punti, monitorati dal Comitato e già indicati all’Amministrazione comunale, sono state create delle vere e proprie discariche abusive piene di rifiuti speciali, tossici e nocivi, tra cui recipienti di amianto dismessi.

Senza contare gli inconvenienti che crea la collocazione dei cassonetti della nettezza urbana nella traversa dell’ex Foro Boario.

Giornalmente vengono conferiti rifiuti da parte di tanti cittadini, che pure non abitano nella zona di Gibil Habib, rendendo insufficienti i cassonetti che sono spesso strapieni e traboccanti e, basta una giornata di sole e caldo, per rendere insopportabile la puzza che ne viene sprigionata. Inoltre gli stessi, non si sa per quale comodità, sono collocati in parte lungo la via Gibil Habib, creando serio pericolo, specie di sera, per chi percorre la strada. Mentre di fronte l’incrocio con la strada di Santa Lucia, dove prima erano collocati i cassonetti dei rifiuti, dopo lo spostamento nell’attuale sito adiacente il mercato boario, permangono i resti di rifiuti, per lo più sfabricidi (che la precedente ditta incaricata della N.U. cittadina rimuoveva di tanto in tanto), che da mesi non vengono rimossi e, anche se ricadono in zona privata, sono stati generati dalla selvaggia discarica che ostruiva la sede stradale e ne causò il giusto trasferimento,

Discorso a parte merita lo stato pietoso delle strade, la cui percorribilità è consentita a zig zag, per evitare le numerose buche; anche lo stato delle cunette è in totale abbandono. E dire che sulle cunette vi è stato in passato un intervento della Soprintendenza ai BB. CC. e AA. di Caltanissetta che ne ha esaltato il pregio storico e architettonico, essendo state costruite con pietre incastrate, imponendone la tutela e il ripristino durante i lavori che furono effettuati per illuminare il tratto iniziale della via Gibil Habib fino al bivio con la SP 203. Ebbene, anche queste, prive di ogni manutenzione, sono ridotte in uno stato disastroso e a nostro avviso sono la principale causa del dissesto delle strade generato dalle acque piovane che si disperdono in esse per formare nei tratti piani dei veri laghi che erodono il manto stradale, generando voragini impercorribili e pericolose.

Nella zona è pressocchè assente la segnaletica stradale verticale e orizzontale. Di tanto in tanto avvengono incidenti perché gli automobilisti sono costretti a percorrere gli incroci privi di segnaletica che indichino il diritto di precedenza.

Da tempo abbiamo chiesto al Comune di regolamentare la viabilità, ma ogni nostra richiesta e/o segnalazione è rimasta lettera morta.

Una delle cose che abbiamo chiesto è stata anche quella di creare, con poca spesa, un collegamento tra la traversa che immette nell’area dell’ex Foro Boario, con quella che costeggia la zona industriale. Questo piccolo intervento consentirebbe di eliminare l’inconveniente del vezzo di percorrere contromano, da parte di numerosi automobilisti che quotidianamente trasgrediscono, la stradella senza nome che costeggia la SS. 640 bis e che sbocca nella parte iniziale della via Gibil Habib.

Infine, ci preme segnalare l’enorme pericolosità rappresentata da un capannone fatiscente che si trova nei pressi dell’incrocio tra la via Niscemi, via Salvatore Averna, via Stazzone e via Gibil Habib. Il capannone risulta allo stato con il tetto di amianto tutto sfondato e con i pericolosi fogli della copertura completamente laceri per cui, basta un po’ di vento, per respirare le polveri cancerogene da parte degli abitanti e di chi percorre l’incrocio.

Questo in estrema sintesi lo status quo di una zona che dovrebbe essere valorizzata per le sue bellezze paesaggistiche e per il Sito Archeologico con l’annesso Antiquarium che vi ricade.

Purtroppo la pandemia non ha permesso al Comitato di adoperarsi, come è nostra consuetudine, per farlo fruire come merita, ma spesso il freno è posto dalla difficoltà a raggiungere tali luoghi e, invitare ospiti con “la casa in disordine”  è certamente di cattivo gusto.

E dire che ci vorrebbe poco con un pizzico di intelligenza, una doverosa pubblica oculatezza, la normale manutenzione e la dovuta attenzione, per rendere decorosa tutta la splendida zona.

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