Un grave episodio di violenza tra colleghi si è verificato nel pomeriggio di giovedì all’interno del pronto soccorso di un ospedale della zona. A differenza di altri casi in cui a scagliarsi contro il personale sanitario sono stati utenti o familiari dei pazienti, questa volta l’aggressore è risultato essere un medico, fuori servizio ma in forza alla stessa struttura ospedaliera.
Tutto è iniziato quando una donna, in condizioni critiche per un sospetto infarto, è stata accompagnata al pronto soccorso dal marito, anch’egli medico in servizio presso lo stesso ospedale. La paziente è stata prontamente presa in carico dal medico di turno, che ha avviato le prime manovre cliniche prima di allontanarsi per recarsi con urgenza in bagno. Durante la breve assenza, la donna non è mai rimasta incustodita: al suo fianco è intervenuta una cardiologa presente in reparto.
Il marito, non vedendo il collega al capezzale della moglie, ha reagito in modo furioso. Una volta individuato il medico, lo ha aggredito fisicamente con due ceffoni al volto, lasciandogli segni visibili.
Nonostante l’aggressione, il giovane medico ha proseguito il proprio lavoro e ha immediatamente informato il responsabile del reparto, sottoponendosi successivamente a visita medica per refertare l’accaduto. I vertici aziendali, messi al corrente dell’episodio, hanno annunciato l’apertura di un’indagine interna per chiarire i fatti e accertare eventuali responsabilità. Saranno anche analizzate le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area del pronto soccorso, che potrebbero aver documentato l’aggressione.
Al momento il medico aggredito non ha sporto denuncia, ma la vicenda ha destato forte preoccupazione all’interno dell’ospedale, riportando l’attenzione sul delicato tema della sicurezza del personale sanitario, anche nei rapporti tra colleghi.






















