Gaza e il dovere della scuola: “Formare coscienze per costruire la pace” I docenti del Liceo Ruggero Settimo si mobilitano per una cultura di pace e cittadinanza critica

Settembre ha segnato, come ogni anno, la ripresa delle attività scolastiche in Italia. Per studenti e docenti, tornare a scuola significa molto più che riprendere le lezioni tra banchi e libri: è ritrovare un luogo di relazioni, crescita personale e speranza per il futuro. Ma mentre le scuole italiane ritrovano la loro “normalità”, nel mondo,e in particolare a Gaza, si consuma una tragedia umanitaria che scuote le coscienze.

Di fronte a quanto accade da mesi nella Striscia di Gaza, i docenti del Liceo “Ruggero Settimo” sentono il dovere di prendere parola, rifiutando il silenzio e l’indifferenza. In un documento condiviso con la comunità scolastica, gli insegnanti esprimono preoccupazione per la spirale di violenza che da anni coinvolge Israele e Palestina, una realtà complessa che negli ultimi tempi ha assunto contorni sempre più drammatici.

Da un lato, gli attacchi terroristici di Hamas hanno causato morte e terrore tra i civili israeliani; dall’altro, la risposta militare israeliana ha avuto effetti devastanti sulla popolazione civile di Gaza, colpendo duramente famiglie, bambini e infrastrutture essenziali. Secondo la Commissione indipendente delle Nazioni Unite, si configura un possibile genocidio in atto.

“Ci stiamo abituando all’orrore”, scrivono i docenti, “ma sentiamo l’urgenza di restare umani”. Un richiamo forte alla responsabilità morale e civile, che si rifà alle parole di Primo Levi e Terenzio per sottolineare quanto sia pericoloso il disinteresse verso la sofferenza altrui. L’invito è a non lasciarsi anestetizzare dalla brutalità delle immagini che arrivano ogni giorno dai media.

In questo contesto, la scuola viene vista come uno spazio fondamentale per coltivare coscienze critiche e consapevoli. “Fare scuola significa fare politica,nel senso più alto del termine, formare cittadini capaci di leggere la realtà, di pensare in modo autonomo, di agire per il bene comune”, si legge nel documento.

I docenti del Liceo “Ruggero Settimo” si impegnano concretamente per:

 

Costruire una cultura della pace e dell’accoglienza, attraverso azioni educative e scelte quotidiane;

 

Sviluppare lo spirito critico degli studenti, per contrastare semplificazioni e narrazioni polarizzate;

 

Promuovere la conoscenza storica del conflitto israelo-palestinese e di altri scenari di guerra, ribadendo il rifiuto di ogni forma di violenza;

 

Organizzare momenti di riflessione collettiva e attività didattiche che aiutino a interpretare la realtà con strumenti adeguati.

 

 

“La scuola non può fermare le bombe, affermano i docenti, ma può formare coscienze. E coscienze vigili e solidali sono il primo mattone per costruire la pace”.

 

Nel chiudere il documento, citano lo scrittore arabo-canadese Omar El Akkad: “Un giorno tutti diranno di essere stati contro”. La scuola, invece, vuole esserlo ora, in modo chiaro e responsabile. Non solo con le parole, ma con l’educazione quotidiana alla dignità, alla giustizia e al rispetto dell’altro.