Criticità del settore agricolo siciliano, l’intervento del Pd

L’intervento del Ministro dell’Agricoltura Patuanelli all’ARS del 13 maggio 2021, che conferma Il cambio dei criteri di riparto sui fondi Ue previsti nel Piano di Sviluppo Rurale, non è tollerabile perché così la Sicilia in particolare e le regioni meridionali in generale vengono penalizzate vedendosi ridurre le risorse del Feasr nella riprogrammazione transitoria del prossimo biennio, in attesa della nuova PAC.

Lo slittamento al 2023 della PAC (Politica agricola comunitaria) a causa della pandemia, come previsto dal regolamento transitorio approvato alla vigilia di Natale del 2020, deve essere rispettato nonostante le regioni: Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia chiedano di rispettare i termini del 2014.

Nel territorio nisseno in particolare molte sono le criticità del settore Agricolo, la causa primaria è da ricercare proprio nel reddito ricavabile in Sicilia da un’agricoltura di tipo tradizionale. Questo problema è molto più tangibile tra le aziende di medie e piccole dimensioni.

Uno dei vincoli principali allo sviluppo degli investimenti da parte delle aziende agricole siciliane è rappresentato dalla difficoltà di accesso al credito. Inefficiente gestione del PSR (Piano di Sviluppo Rurale), queste risorse, alla luce della profonda crisi, che ad oggi persiste, non sono state utilizzate nel modo corretto, o, comunque, non hanno determinato un incremento del valore aggiunto delle produzioni agricole siciliane; i criteri di ripartizione dei fondi comunitari del PSR che dipendono dalla Regione Siciliana, in accordo al documento strategico “Europa 2020”, dovrebbero tenere maggiormente in considerazione l’obiettivo di un’agricoltura sostenibile dal punto di vista ambientale, e dovrebbero tenere conto maggiormente delle variegate realtà geografiche, produttive ed imprenditoriali siciliane.

Un altro limite allo sviluppo del settore è rappresentato dalle difficoltà di commercializzazione dei prodotti agro-alimentari siciliani. La scarsa capacità aggregativa delle imprese agricole siciliane è un altro fattore che ostacola lo sviluppo del settore.

Migliorare il servizio irriguo per gli agricoltori, necessario per la competitività dell’agricoltura siciliana nel contesto comunitario e globale, con particolare riferimento anche ai collegamenti, ai trasporti, alla Digitalizzazione.

Il Regolamento (UE) N. 1305/2013 sul sostegno allo sviluppo rurale prevede l’implementazione della misura 2, che finanzia l’avviamento e l’utilizzo dei servizi di consulenza da parte di agricoltori, silvicoltori, piccole imprese ed altri soggetti insediati nelle zone rurali. Regole sanitarie pesantissime e costose. Occorrerebbe, per prima cosa, istituire un distretto sanitario unico, con regole e procedure di movimentazione all’interno della nostra Isola.

Si sottolinea inoltre che i bandi del PSR hanno copertura insufficiente e non riescono a far fronte al numero domande presentate, senza contare che le pratiche accettate dall’Amministrazione vengono pagate
generalmente con grave ritardo, anche dopo 2 o più anni.

Il Segretario del Circolo PD G. Dolce di Delia – Paolo Giordano

Il Segretario del Circolo PD Libertà CL – Giancarlo La Rocca

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