Coronavirus: tutta l’Italia in giallo, ma la Sicilia resterebbe in arancione. Attesa la firma di Speranza

La Sicilia in zona arancione, almeno fino al prossimo 16 maggio, malgrado i numeri della nostra regione siano in netto miglioramento già da oltre una settimana. Speranza sta per firmare le ordinanze con le quali pone tutta l’Italia in fascia gialla, eccetto Sicilia, Sardegna e Valle d’Aosta in arancione. Per le due isole maggiori si tratterebbe di una conferma, la Valle d’Aosta, invece, cambia zona dopo appena una settimana di rosso.

Sicilia in zona arancione, pesa la campagna vaccinale

Sull’assegnazione delle zone oltre all’Rt e alla situazione degli ospedali pesa la campagna vaccinale. La Sicilia è ultima in Italia per dosi somministrate, un dato che penalizza le riaperture. Per quanto riguarda l’occupazione dei posti letto in Sicilia, nelle terapie intensive è del 19% (l’allerta scatta oltre il 30%) e negli altri reparti con pazienti Covid è del 30% (allerta scatta al 40%).

Le regioni tra rischio basso e moderato

Miglioramento generale del rischio in Italia per l’epidemia di Covid, con nessuna Regione a rischio alto per la seconda settimana consecutiva. È il monitoraggio Iss-Ministero della Salute presentato oggi. Sei Regioni e province autonome hanno una classificazione di rischio moderato (di cui una, Calabria, ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) . Le altre 15 Regioni e province hanno una classificazione di rischio basso. Una Regione (Molise) e una Provincia Autonoma (Bolzano) hanno un Rt puntuale maggiore di uno, ma con il limite inferiore sotto l’uno.

Rt in aumento in Italia

In leggero aumento, per la seconda settimana consecutiva, l’indice Rt in Italia, salito a 0,89 contro lo 0,85 della settimana precedente. L’incidenza secondo gli ultimi calcoli sarebbe ancora in discesa dal valore 146 registrato nel monitoraggio della scorsa settimana, arrivando ora a 127. “Il punto essenziale è quota 1, se l’Rt è sotto 1 anche con piccoli scostamenti c’è la certezza che la circolazione è in decrescita”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, al punto stampa al ministero sull’analisi del monitoraggio settimanale. “Quindi non c’è contraddizione con il calo dell’incidenza – prosegue -. La curva cresce quando va sopra 1. È chiaro che si vedono alcune oscillazioni, che dobbiamo guardare con grande attenzione. Rilassando un po’ le misure qualcosa in più di circolazione ci può stare, e questo trova riscontro ma il problema è che la circolazione non faccia ripartire la diffusione”.

Iss, giù ricoveri e terapie intensive

Scende il numero di Regioni che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica: sono 5 contro le 8 della settimana precedente. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sotto la critica (27%), con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 2.748 (27/04/2021) a 2.423 (04/05/2021). Nel report settimanale di monitoraggio di ministero della Salute e Iss emerge che il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente ed è sotto la soglia critica (29%). Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 20.312 (27/04/2021) a 18.176 (04/05/2021). Soltanto una Regione (Calabria) riporta una allerta di resilienza, nessuna riporta molteplici allerte.

In calo casi e morti tra over 80

“Gli over 80, i primi ad essere vaccinati, tendono a decrescere di più, al crescere della percentuale della copertura vaccinale. Questo vale per le infezioni, per le ospedalizzazioni e la mortalità, per la quale cominciamo a vedere gli effetti dei vaccini”, ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, al punto stampa al ministero sull’analisi del monitoraggio settimanale. “L’età mediana dei nuovi positivi è ancora in calo- ha poi aggiunto -, ora 41 anni (la scorsa settimana 42), e anche quella dei ricoveri, 65 anni contro i 66 della settimana scorsa”.

Brusaferro, con nuovo scenario modifica criteri rischio

“Ci stiamo avviando verso un nuovo scenario, dove il numero di persone vaccinate sta crescendo rapidamente – ha detto Brusaferro -. E’ chiaro che anche il modello di valutazione del rischio e di allerta deve essere modificato. E’ un lavoro promosso dal ministero della Salute, si sta finalizzando questa riflessione, coinvolte anche le Regioni, e nelle prossime giornate arriverà al traguardo”. (gds.it)

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