Comiti di quartiere. Denuncia anomalie e storture e mala gestione dei servizi idrici nella provincia di Caltanissetta. Richiesta di incontro con l’ATI

CALTANISSETTA –  Comitati di Quartiere desiderano sollecitare le S.V. sulle annose e irrisolte problematiche della gestione del servizio idrico integrato che, non solo danneggiano la cittadinanza nissena e il territorio della provincia, ma da diversi  anni privano tutte le famiglie residenti  di servizi sicuri  ed essenziali  per la tutela della salute e dell’ambiente. A nostro avviso, questa situazione è notoriamente causata dalla società Caltaqua che ha disatteso agli impegni presi contrattualmente più di 14 anni fa.

Tanti ormai i tavoli tecnici, le relazioni e i verbali prodotti, nonché le inchieste attivate dagli organi competenti,  in cui sono emerse, e mai risolte, le gravi inadempienze della società preposta alla gestione del servizio idrico, riguardo ai temi quali:

DEPURATORI – Diversi comuni della provincia ne sono tutt’ora sprovvisti, mentre a Caltanissetta il depuratore di C.da Cammarelle risulta essere insufficiente e sottodimensionato, praticamente sempre funzionante a massimo regime, in affanno ed in attesa da anni di adeguamenti tecnologici e di messa in sicurezza. Consegnati e mai messi in funzione, tant’è che oramai risultano in condizioni di degrado totale, i depuratori di Santa Barbara e Fontanelle, che avrebbero potuto dare un valido contributo per  alleggerire la situazione generale della depurazione cittadina. Ciò ha causato continui sversamenti, per i quali  la stessa Procura di Caltanissetta ha ipotizzato i reati di inquinamento ambientale producendo 20 avvisi di garanzia nel 2018.

SCORRETTA TARIFFAZIONE e BILANCI IN PERDITA – Con l’introduzione dal 2008 delle tariffe a blocchi di consumo, si sono avuti negli anni aumenti progressivi dal 118% sino al 154% contravvenendo alle indicazioni dell’ARERA (ex AEGSII), e ciò benché la Società abbia anche ricevuto dalla Regione Sicilia diversi milioni di contributi per un riequilibrio delle spese.  Infatti, ci si chiede, come è possibile  che i ricavi di 17 milioni di Euro del 2007 passano a 36 milioni nel 2018? E per tutti questi anni, anche il canone o quota fissa è stato applicato con tariffa forfettaria, andando ad eccedere quel 20% dei costi di consumi di acqua, che per legge, non avrebbe mai dovuto superare. Eppure stranamente, malgrado gli aumenti esorbitanti registrati nelle tariffe, i bilanci di Caltaqua negli anni di gestione hanno evidenziato perdite che vanno da 953.000  Euro del 2007 ai 6.847.000 Euro del 2011. È possibile che le perdite registrate siano anche causate da interessi esagerati  collegati ai  debiti contratti da Caltaqua con la società madre AQUALIA? O che magari siano anche da imputare  al costo eccessivo del  personale di AQUALIA distaccato  presso  Caltaqua? Ed ancora, è normale che Caltaqua dichiari perdite e la società madre AQUALIA incassi interessi e proventi?

EVASIONE FISCALE – Le verifiche della Guardia di Finanza  hanno appurato evasione su basi imponibili di diverse decine di milioni di Euro.

MANCATI INVESTIMENTI – Malgrado l’assunzione dell’impegno contrattuale di realizzare investimenti per 245 milioni di Euro nei 30 anni di sviluppo, dei quali 118 da parte della società Caltaqua, in realtà a tutto il 2016 la stessa Caltaqua dichiara investimenti soltanto per 40 milioni di Euro, di cui 10 milioni ancora in esecuzione,  mettendo di propria competenza soltanto  18  sui 118 milioni di Euro preventivati.

INADEMPIENZE CONTRATTUALI – Completamente disatteso il prioritario impegno, ben evidenziato e specificato nella prima versione originale della Carta dei Servizi, di garantire entro il luglio 2011 una erogazione idrica continuativa h24 ed al 100% dell’utenza. Ad oggi, la realtà e sotto gli occhi di tutti, in gran parte della città restano le turnazioni di sempre, e l’obiettivo dello h24 è solo virtuale e propagandistico. Rimane irrisolta la presenza di flussi di aria durante una erogazione idrica e la successiva che causa un erroneo e falso conteggio dei metri cubi di acqua conteggiati e conseguente aggravio della spesa idrica degli utenti. Sono anche da evidenziare le frequenti interruzioni dell’erogazione per eccessiva torbidità dell’acqua e dei residui  presenti nelle condotte e che vanno a finire nelle cisterne degli cittadini, i quali sostengono ulteriori spese per la pulizia delle stesse.

Questi esempi di disservizi, inadempienze ed inottemperanze contrattuali, e conseguenti danni arrecati ai cittadini/utenti, ed altro sopra non riportato, ma ben specificato e dettagliato nelle ripetute relazioni e verbali dei tavoli tecnici e più volte denunciate dai Comitati di Quartiere, associazioni di consumatori e  sindacati, continuano ad essere ancora oggi problemi irrisolti e che motivano ancora di più per una realistica ipotesi di RESCISSIONE del contratto con il gestore idrico Caltaqua con pagamento dei danni subiti e rimborsi a favore di  tutti i cittadini, a causa del sempre e provato mancato adempimento degli impegni sottoscritti.

Per i motivi sopra elencati sollecitiamo un incontro di nostri rappresentanti  con l’Assemblea Idrica Territoriale, come già richiesto dal “Forum Siciliano dei movimenti per l’Acqua e i Beni Comuni” per pervenire a  delle decisioni e prese di posizione decisive ed immediate che portino alla corretta ed efficace gestione di un bene prezioso ed indispensabile come l’acqua .

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