Cigl: Il dovere di una risposta a centinaia di lavoratori a tempo determinato. L’esercito può occuparsi del loro trasferimento a casa in quarantena

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – In questi giorni si sono moltiplicate le telefonate da parte di centinaia di lavoratori della provincia di Caltanissetta che lavorano a Taranto, Livorno, Sannazaro, Cagliari e tanti altri Comuni d’Italia. Tutti pongono la medesima domanda: il contratto di lavoro è scaduto, come faccio a raggiungere il Comune di residenza? Ecco, mai come ora possiamo affermare che anche l’ultimo modulo di autocertificazione non è chiaro, è scritto in modo infelice e slegato dalla realtà dei tanti contratti di lavoro che le imprese fanno sottoscrivere ai lavoratori. Se un lavoratore finisce di lavorare oggi, quindi ha un contratto a tempo determinato, come fa a restare in un Comune migliaia di chilometri distante dal suo? Come fa a sostenersi? Nel modulo l’opzione per raggiungere casa  è avere problemi di salute dato che l’altra, ragioni di lavoro, è una grande falsità poiché se scade il contratto bisogna tornare a casa. Altra incoerenza, generata dal non controllo, è la disuguaglianza di trattamento nel senso che chi arriva dal nord in aereo raggiunge casa, chi sceglie di percorrere l’autostrada viene bloccato. Vogliamo e dobbiamo, lo dico a nome mio e di tanti colleghi che dobbiamo rappresentare le esigenze dei lavoratori, essere posti nelle condizioni di dare risposte che risolvano i problemi dei singoli. I lavoratori si sono autodenunciati, hanno telefonato e scritto alla Protezione civile regionale, ma non hanno risposte. La vita delle persone non si regola con le opinioni personali, anche per me chi è al nord in questa fase deve restarci ma qualcuno deve dirci come devono viverci, come pagare la casa in affitto, l’hotel, il vitto. Ad oggi abbiamo già avuto contatti con più di 70 lavoratori.

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