Caso Mancuso: l’ex sindaco Gambino denuncia “un sistema di corruzione e clientele, responsabilità politiche fino alla Regione”

L’ex sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino, interviene sul caso che coinvolge Michele Mancuso, deputato all’ARS, e il suo braccio destro Lorenzo Tricoli, confermando l’esistenza di un sistema politico basato su corruzione e clientele, che secondo Gambino avrebbe radici fino alla Regione Siciliana.

Il provvedimento del gip conferma il quadro accusatorio relativo alle attività corruttive dei due, autorizzando le misure richieste dalla Procura della Repubblica. Mancuso e Tricoli, sottolinea Gambino, rappresentano figure politiche di rilievo: sono infatti i genitori politici del sindaco Tesauro e della sua amministrazione sia al Comune sia al Libero Consorzio di Caltanissetta.

Pur non essendo coinvolti direttamente nell’indagine, gli enti locali guidati da Tesauro devono affrontare le conseguenze politiche di tali rapporti. “Il sistema politico basato su corruzione e clientele, diffuso in tutta la Regione come già evidenziato con il caso Cuffaro, deve essere abbattuto rapidamente”, dichiara Gambino.

Il caso prende anche legami con il mondo della sanità regionale: una somma di duemila euro, trovata sotto il tappetino dell’auto di Mancuso insieme a un “pizzino” con riferimento a un dipendente dell’ASP, collega direttamente il deputato alle dinamiche clientelari nel settore sanitario.

Gambino punta il dito sulle responsabilità politiche: “La vicenda Mancuso ha un avente causa in Tesauro e un dante causa in Schifani, il cui governo e maggioranza sono già protagonisti di altri procedimenti giudiziari, da Cuffaro a Amata, da Galvagno al sistema Sciacchitano, in cui lo stesso Mancuso risulta citato in intercettazioni telefoniche.”

Secondo l’ex sindaco, l’unica via per ridare dignità alla città è la dimissione immediata di Tesauro. “La città va aiutata, non violentata da avventurieri senza scrupoli. Chi ha sbagliato deve vergognarsi e chiedere scusa davanti ai cittadini”, aggiunge.

Gambino estende le responsabilità alla Regione: “Serve una nuova classe dirigente. Chiedo le dimissioni del presidente della Regione Schifani, responsabile di aver istituito le cosiddette ‘mance elettorali’ attraverso la distribuzione di fondi ai deputati, favorendo attività clientelari invece di conferire risorse direttamente ai 391 comuni siciliani.”

Conclude l’ex sindaco: “Abbiate un impeto di dignità e rassegnate le dimissioni. Il popolo lo pretende.”