Caltanissetta: venerdì l’inaugurazione del murales dei Carusi “dall’inferno al Paradiso”

Il sorriso liberato dei Carusi delle miniere di Gessolungo da domani, venerdì 19 novembre 2021, risplenderà e illuminerà chi passerà da via Rosso di San Secondo a Caltanissetta.

Alle ore 17 verrà inaugurato il nuovo murales “Dall’inferno al Paradiso” alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, del Vescovo Mons. Mario Russotto, dell’artista Mirco Cavallotto nonché di Michele Spena in qualità di promotore dell’opera artistica e Presidente dell’Associazione Piccoli Gruppi Sacri, e del Gruppo Romano finanziatore della nuova icona celebrativa della storia della città.

Si tratta del quarto “racconto” del passato di Caltanissetta, delle sue tradizioni e dei suoi valori e rievoca la tragedia di 140 anni fa avvenuta nella Sezione Calafato della miniera di Gessolungo quando persero la vita 65 minatori di cui 19 Carusi.

Oggi, finalmente, si è deciso di tornare ad accendere il ricordo di quei minatori, sfruttati e ridotti quasi in schiavitù con misere paghe e condizioni di lavoro malsane e rischiose anche per la stessa vita umana finché non finivano di riscattare il loro debito.

Dall’inferno generato da una fiammella di grisou che ha incontrato quella dell’acetilene e ha causato il tremendo boato alle 6 del mattino del 12 novembre 1881 a quella che tiene tra le mani un Caruso rappresentato nel Murales che, con la morte, raggiunge il Paradiso recuperando libertà e felicità.

Un’opera che si ricollega alle altre 3 già realizzate in quella via che ormai può essere considerata come “un museo a cielo aperto” che invita alla riflessione guardando il passato e proiettandosi verso il futuro. Quello sguardo che rivolgono quegli uomini rappresentati nel primo murales che guardano verso la piazza, cuore pulsante della città, ma si collocano proprio al suo confine per sottolineare come sia necessario andare avanti senza dimenticare cosa si è lasciato indietro. Storie liberamente ispirate alla tradizione della nostra Settimana Santa con “il Cireneo” che aiuta Gesù a reggere il peso della croce e, metaforicamente, a salvarlo è proprio quel gesto di solidarietà che consente di raggiungere l’obiettivo, la cima del monte, e dunque donare la salvezza a tutti gli uomini.

I due primi murales, a settembre, sono stati arricchiti da una nuova opera, finanziata dall’imprenditore nisseno Salvatore Taschetti della BSF. “Dolore di madre”, riprendendo lo sguardo di Maria Addolorata e dell’angelo della Resurrezione in cima alla Vara della Sacra Urna, invita a non lasciarsi andare allo sconforto, alla disperazione e alla sconfitta.

Un murales che, adesso, acquista maggiore significato e valore perché collocato esattamente di fronte alla nuova opera. Un messaggio universale che va oltre il significato religioso perché la “madre” addolorata che piange della difficile condizione dei figli può essere quella delle donne nissene che affidavano i loro “carusi” alle miniere ma anche quello delle donne afghane che, oltre la rete, hanno dato i loro bambini ai soldati americani o li hanno fatti salire sui gommoni per il “viaggio della speranza” nel Mediterraneo o, ancora, accettano l’emigrazione verso altre città italiane o dell’estero in cerca di lavoro e fortuna.

Un dolore che, però, non deve mai portare alla “disperazione” perché, come suggerisce l’immagine dell’Addolorata al fianco dei Carusi della Miniera, e ha voluto spiegare durante la presentazione del Progetto il vicario diocesano di Caltanissetta Padre Onofrio Castelli “chi vive un incontro serio e vero con Cristo riceve impressa un’impronta che gli consentirà di non restare mai più solo e abbandonato”. Un invito a non rassegnarsi, non scoraggiarsi e ricominciare a lottare per riportare benessere e splendore a Caltanissetta.

Nella Foto: l’artista Mirco Cavallotto in arte Loste (autore di tutti e 4 i murales di via Rosso di San Secondo) e il Presidente dell’associazione Piccoli Gruppi Sacri Michele Spena

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