Caltanissetta, l’ex sindaco Roberto Gambino: “Cade un sistema, ma altri sono pronti a sostituirlo”

L’ex sindaco Roberto Gambino, oggi consigliere comunale, è tornato a commentare la situazione politica cittadina con un lungo post pubblicato sulla propria pagina Facebook. Il messaggio, fortemente critico, prende spunto da alcune recenti vicende politiche regionali e locali.

 

“Cade un sistema, ma lo spazio viene immediatamente occupato da altri sistemi”, scrive Gambino, che rivendica con orgoglio la gestione della sua amministrazione comunale durata cinque anni: “In quel periodo, nessun sistema è riuscito a entrare all’interno del Comune di Caltanissetta”.

 

Secondo l’ex primo cittadino, oggi emergerebbero “nuove consorterie”, legate a dinamiche di potere che affonderebbero le proprie radici anche in ambiti regionali, come l’assessorato al Turismo e l’ARS. L’obiettivo, denuncia, sarebbe quello di alimentare “clientele basse”, che sarebbero il terreno fertile per il consolidamento di poteri più alti.

 

Gambino denuncia un sistema politico centrato sull’occupazione delle poltrone, sulla creazione di nuovi incarichi e su assunzioni mirate nelle partecipate, fino ad arrivare a “trasferimenti di infermieri in strutture ospedaliere inesistenti”. Una situazione che, a suo dire, compromette la buona amministrazione a favore di un potere mediocre.

 

“Siamo riusciti, per cinque anni, a tenere fuori le piccole clientele. Ora, però, la rete di chi governa ha ripreso forza, dopo averci contrastato con una campagna mediatica violentissima”, prosegue. E aggiunge: “Oggi regna un silenzio quasi totale da parte di quella stessa rete, i cui protagonisti aspettano il solito ‘contributo’ o ‘rimborso’ per organizzare qualche evento a supporto del ‘peone’ di turno”.

 

Gambino lancia quindi un appello a ricostruire un fronte politico fondato su basi etiche e partecipative: “Occorre ripartire da ciò che abbiamo costruito, dalle campagne elettorali pulite e dal consenso basato sui temi. Serve un confronto politico che parta dai contenuti e non dalle candidature, che devono rappresentare l’azione e la visione condivisa”.

 

In chiusura, l’ex sindaco lancia un messaggio chiaro: “Il sistema attualmente in piedi, già indebolito anche da inchieste giudiziarie che coinvolgono figure come Amata e Galvagno, mostra crepe evidenti. È il momento di agire, e di farlo insieme, per i cittadini e in nome del bene comune”.