Caltanissetta, la CGIL: “La questione morale frena economia e lavoro”

Le recenti vicende che hanno coinvolto il sistema sanitario e il mondo politico non possono essere considerate episodi isolati. È questa la posizione della CGIL di Caltanissetta, che in un comunicato invita a leggere quanto accaduto come il segnale di un problema strutturale che richiede una “profonda e radicale bonifica” del sistema.

Il sindacato sottolinea come la questione non sia soltanto etica o politica, ma abbia conseguenze dirette sul tessuto economico e produttivo della provincia. Secondo la CGIL, infatti, quando le regole vengono aggirate e la gestione della cosa pubblica diventa opaca, i primi a pagarne il prezzo sono i lavoratori.

“In questi contesti – si legge nella nota – il lavoro rischia di trasformarsi in un favore e la sicurezza in un costo sacrificabile”. Una dinamica che, secondo il sindacato, finisce per comprimere diritti e opportunità, alimentando un sistema che penalizza il merito e premia invece logiche di appartenenza o vicinanza politica.

Per la CGIL di Caltanissetta la cosiddetta “questione morale” non è quindi un dibattito teorico, ma un vero e proprio ostacolo allo sviluppo economico del territorio. Il riferimento è a un sistema di potere clientelare che, secondo il sindacato, per anni avrebbe condizionato la gestione della cosa pubblica, limitando trasparenza e pari opportunità.

Nel comunicato si ribadisce la necessità di un cambio di paradigma: la legalità, sostiene la CGIL, deve diventare il presupposto dello sviluppo economico e sociale della provincia. Allo stesso modo, etica e trasparenza devono tradursi in pratiche quotidiane sia nell’attività imprenditoriale sia nell’azione politica.

Il sindacato conclude con un appello alla responsabilità collettiva, ricordando che i cittadini e i lavoratori “non sono solo numeri o voti”, ma una comunità che chiede un futuro più giusto e più trasparente per il territorio nisseno.