Sensibilizzare i giovani sui rischi del territorio e sull’importanza della prevenzione: è stato questo l’obiettivo dell’incontro formativo dal titolo “Rischi idrogeologici nel nostro territorio: la frana di Niscemi e il futuro della provincia di Caltanissetta”, svoltosi presso l’Aula Magna “Hannah Arendt” dell’IISS “Luigi Russo”.
L’iniziativa, rivolta agli studenti del Liceo Linguistico, ha visto la partecipazione di esperti e rappresentanti istituzionali che hanno approfondito cause, gestione e prevenzione dei fenomeni naturali che interessano il territorio nisseno.
Ad aprire i lavori è stato l’assessore alla Protezione Civile Salvatore Licata, che ha sottolineato il valore della formazione civica per i giovani: non solo in vista del percorso scolastico, ma soprattutto per sviluppare una maggiore consapevolezza sui temi della sicurezza e della prevenzione. Un richiamo anche ai recenti eventi di Niscemi e al ruolo fondamentale svolto dai volontari nelle emergenze.
Ampio spazio è stato dedicato al Piano comunale di Protezione Civile, illustrato dal responsabile del servizio Giuseppe Bologna. Nel suo intervento ha spiegato il funzionamento del Centro Operativo Comunale (COC) e le strategie di intervento, soffermandosi anche su alcuni fenomeni storici che hanno interessato Caltanissetta, come i dissesti di via Redentore e i cosiddetti “vulcanelli” del quartiere Santa Barbara. Proprio questi ultimi, già documentati alla fine del Settecento, sono oggi oggetto di studi approfonditi in collaborazione con le università di Catania e Palermo, con l’obiettivo di intervenire sulle cause dei fenomeni.
Il funzionario regionale della Protezione Civile, Cristoforo Costa, ha invece ripercorso l’evoluzione del sistema nazionale, evidenziando come eventi calamitosi abbiano contribuito alla sua strutturazione. Tra gli esempi storici, l’alluvione di Firenze del 1966, che vide nascere il volontariato spontaneo degli “Angeli del fango”. Costa ha inoltre ribadito come il rischio idrogeologico rappresenti la principale criticità in Sicilia, sottolineando l’importanza di strumenti come piani di evacuazione, sistemi di allerta e attività di informazione ai cittadini.
A completare il quadro, l’intervento del geologo Curcuruto, che ha analizzato in chiave scientifica i fenomeni legati alla frana di Niscemi e più in generale alla conformazione geologica della Sicilia, attraversata dalla linea di contatto tra la placca europea e quella africana. Un contesto che, unito all’impatto dell’attività umana e ai cambiamenti climatici, contribuisce ad aumentare i fattori di rischio.
L’incontro si è concluso con un messaggio chiaro rivolto agli studenti: conoscere il proprio territorio è il primo passo per proteggerlo. La prevenzione, infatti, passa non solo dalle istituzioni, ma anche dalla consapevolezza e dal senso civico dei cittadini.
























