Una segnalazione formale per denunciare una situazione di pericolo persistente e irrisolta lungo la Strada Provinciale n. 5, nel tratto compreso tra il Bivio Minichelli e il C.A.R.A. di Pian del Lago. È quanto inviato il 16 aprile dal consigliere comunale Armando Turturici al Presidente del Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta, nonché sindaco del capoluogo, avv. Tesauro, e a Sua Eccellenza il Prefetto, dott.ssa Messina.
Al centro della denuncia vi è un tratto di circa 600 metri completamente privo di illuminazione pubblica, attraversato quotidianamente da numerosi pedoni, ciclisti e utenti di monopattini, spesso nelle ore serali e notturne. Si tratta in particolare di persone dirette al centro di accoglienza, costrette a percorrere la strada in condizioni di scarsa visibilità e senza alcuna tutela.
La criticità, sottolinea Turturici, non è nuova. Da anni infatti la situazione viene segnalata senza che siano stati adottati interventi risolutivi. Oltre alla totale assenza di illuminazione, manca un percorso pedonale continuo e sicuro, così come adeguate protezioni per chi si sposta a piedi. A peggiorare ulteriormente il quadro contribuiscono i frequenti ristagni d’acqua nei giorni di pioggia, che rendono il tratto ancora più insidioso.
«Non siamo di fronte a un’emergenza improvvisa — evidenzia il consigliere — ma a una criticità strutturale, nota da tempo. Perché non si è ancora intervenuti?».
Nella richiesta si richiama anche la recente assegnazione da parte della Regione Siciliana di circa 375 mila euro al Comune di Caltanissetta, come compensazione per la presenza del C.A.R.A. Risorse che, secondo Turturici, dovrebbero essere impiegate anche per garantire condizioni di sicurezza lungo la viabilità che conduce al centro.
Qualora il Libero Consorzio non disponesse di fondi sufficienti, viene sollecitata l’individuazione di soluzioni alternative, tra cui l’utilizzo delle somme già disponibili o l’attivazione di ulteriori richieste alla Regione. «Ciò che non è più tollerabile — si legge — è l’inerzia».
Nel documento si fa infine riferimento alle recenti vicende di Niscemi, richiamate come monito rispetto ai rischi legati alla mancata prevenzione. «Non si può continuare ad agire solo dopo che si è verificata una tragedia. La prevenzione è un dovere preciso delle istituzioni, non una scelta discrezionale».
Un appello, dunque, che punta a sollecitare un intervento rapido e concreto, prima che una situazione già critica possa trasformarsi in un evento irreparabile.






















