Autismo e tamponi: le famiglie Ispedd lamentano mancanza di attenzione e rispetto

Dopo 13 anni di attività indefessa per far conoscere e sensibilizzare le Istituzioni e i cittadini e le cittadine nissene sul disturbo neurologico dell’autismo, oggi ci ritroviamo ancora una volta a dover sottolineare con rammarico la sostanziale mancanza di attenzione e di rispetto per i soggetti fragili e le loro famiglie.

Dopo l’accertamento la scorsa settimana di un caso di positività nei Centri dedicati all’autismo “Eubios” e “Per correre”, le famiglie, i cui figli e figlie erano stati in contatto per ultimi/e con la persona disabile riscontrata positiva, sono state avvisate con una comunicazione asettica, peraltro fatta pervenire alle strutture dedicate e non a loro, che stamane (1 febbraio 2021) si sarebbero dovute recare presso il drive in allestito presso la palazzina C dell’ospedale Sant’Elia, per sottoporre ragazzi e ragazze ad un tampone molecolare, come qualunque altra persona normodotata che sa reggere l’impatto dell’attesa e soprattutto di un ambiente non familiare, dove effettuare un esame che nella migliore delle ipotesi è a dir poco fastidioso.

“E’ stata una mattinata estenuante – afferma Carmela Di Marco, vice presidente dell’Ispedd – perché ho provato fin dalle prime ore del mattino a mettermi in contatto telefonico con i medici responsabili del drive in per meglio comprendere se e come fosse stato organizzato il servizio per i nostri ragazzi e ragazze, ma la linea telefonica è risultata perennemente occupata, con il risultato di aver provocato una situazione di stress per noi e per i nostri figli/e, che soltanto chi vive direttamente il problema può comprendere, il resto è purtroppo un mare di indifferenza”.

“Se i vertici apicali dell’Asp – continua la Di Marco – avessero risposte alle nostre ripetute richieste di incontro inoltrate in questi mesi per discutere su come far convivere, con i minori danni possibili, disabilità e pandemia, avremmo proposto loro di istituire uno sportello covid dedicato alle disabilità e inoltre avremmo suggerito che in casi simili a quelli successi oggi, del tutto prevedibili in piena emergenza pandemica, sarebbe stato opportuno far fare il tampone in ambienti familiari, abitazioni private o strutture dedicate, alla presenza in quest’ultime degli operatori e delle operatrici che i nostri figli e figlie conoscono da tempo e con cui hanno instaurato un rapporto di piena fiducia”.

“Ci auguriamo – conclude Maria Grazia Pignataro, presidente dell’Ispedd – che non succeda la stessa cosa quando arriverà il turno per le persone disabili di vaccinarsi. Pertanto chiediamo con forza fin da ora che vengano predisposti degli incontri tra noi ed il personale coinvolto dell’Asp, perché si possano organizzare al meglio le vaccinazioni, evitando disagi e stress per le persone con disabilità e le loro famiglie”.

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