Associazione “Casa Rosetta” – Casa Rosetta ha aggiornato il proprio Codice Etico. Strumento vincolante di tutela dei diritti degli utenti

Nella sua ultima riunione, nei giorni scorsi, il Consiglio di Direzione dell’Associazione Casa Rosetta ha deliberato la revisione formale del Codice Etico interno redatta dal presidente Giorgio De Cristoforo per rendere più snello, conciso, e più facilmente comprensibile il precedente testo del 2013, eliminando alcune ridondanze, raggruppando norme con reciproca attinenza, semplificando molti concetti ed espressioni.

“Potrebbe apparire – ha commentato il presidente – soltanto un atto amministrativo di routine, di scarso interesse esterno. Ma non è così. Anzi, tutt’altro. A Casa Rosetta il Codice Etico – introdotto per scelta dell’Associazione, e non per obbligo giuridico – è uno strumento fondamentale, al pari dello statuto associativo e forse ancora di più. È il documento ufficiale e vincolante dei diritti e doveri morali e della responsabilità etica e sociale dell’Associazione e delle persone che per essa operano a qualunque titolo: amministratori, dipendenti, consulenti, collaboratori, volontari, fornitori, operatori sociali; ed è il documento che regola i rapporti di Casa Rosetta con i suoi interlocutori: utenti, familiari di utenti, istituzioni amministrative, civili e politiche, associazioni, eventuali partner. Il Codice etico di Casa Rosetta è lo strumento che sancisce l’impegno di tutti a comportarsi sulla base di principi di legittimità morale, equità, onestà, eguaglianza, tutela della persona, tutela dell’ambiente, diligenza, trasparenza, onestà, riservatezza, imparzialità, protezione della salute”.

Il Codice etico viene consegnato a ciascun dipendente di Casa Rosetta all’atto dell’assunzione, e “la revisione fatta adesso indurrà tutti a una utile rilettura”. L’osservanza del Codice Etico infatti “deve considerarsi parte essenziale delle obbligazioni contrattuali degli eventuali dipendenti ai sensi e per gli effetti degli artt. 2104 e 2105 del Codice civile, i quali prescrivono l’obbligo di diligenza e di fedeltà cui il lavoratore deve uniformarsi nello svolgimento delle sue mansioni. La violazione dei principi e comportamenti indicati nel Codice etico compromette il rapporto fiduciario con l’Associazione Casa Rosetta”. In altre parole: “le violazioni delle norme del Codice etico potranno costituire inadempimento delle obbligazioni primarie nel rapporto di lavoro o illecito disciplinare, con ogni conseguenza di legge”, compreso il licenziamento. E “l’applicazione delle norme disciplinari prescinde dall’esito dell’eventuale procedimento penale, essendo l’accertamento disciplinare e quello penale considerati autonomi ed indipendenti”.

Aggiunge il presidente De Cristoforo: “Fatti di cronaca orrendi, recenti e no, avvenuti qui vicino e altrove, richiamano gli Enti del Terzo Settore qual è il nostro alla necessità di grande attenzione e di rigorosa vigilanza sui comportamenti soprattutto in relazione agli utenti dei servizi, spesso persone fragili da tutelare oltre che da accudire e trattare. E richiamano pure tutti – opinione pubblica, istituzioni – al dovere di impedire che misfatti simili accadano. Casa Rosetta si richiama non soltanto per formalità statutaria alla visione cristiana della integralità persona, e al rispetto dei suoi diritti, del suo benessere, della sua dignità. E il Codice Etico è una complementare guida quotidiana per chi opera nella varie strutture dell’Associazione. Dove tutto il personale è assunto con regolare contratto di lavoro, e dove non è tollerata alcuna forma di lavoro irregolare”.

“Non abbiamo certo a Casa Rosetta la presunzione di essere infallibili – dice il presidente – Commettiamo sicuramente anche molti errori, e ne correggiamo continuamente. Ma siamo tutti consapevoli sempre – tutti, amministratori, dipendenti, collaboratori, consulenti, volontari – dei doveri di buona fede, di lealtà, trasparenza, rispetto del senso del dovere e delle responsabilità. E ci sentiamo tutti chiamati a testimoniare con coerenza ciò che diciamo e ciò a cui ci richiamiamo, in continuità con lo spirito e la visione del fondatore don Vincenzo Sorce.

Tra le norme-cardine del Codice Etico dell’Associazione è opportuno, non per ultimo, ricordare questa: “L’Associazione “Casa Rosetta” condanna, ritiene incompatibili ed espressamente vieta condotte illecite, illegali, violazioni di norme del diritto penale, condotte che anche solo indirettamente possano integrare qualunque forma di collaborazione con associazioni criminose di stampo mafioso o singoli individui a ciò riconducibili. È inoltre vietata qualsiasi operazione che possa concretizzarsi in un utilizzo di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. Non sono etici e sono respinti e condannati i comportamenti di chiunque cerchi di appropriarsi dei benefici della collaborazione altrui, sfruttando posizioni di forza”.

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