Sea Watch 3, il Comandante dai Pm: ”Rifarei tutto”

AGRIGENTO – E’ terminato intorno alle 19:30 l’interrogatorio di Arturo Centore, il comandante della nave “Sea Watch 3” sequestrata nei giorni scorsi dalla procura di Agrigento e ormeggiata da lunedì all’interno del porto di Licata.

Lo si legge in una nota di AgenziaNova: un interrogatorio molto lungo, effettuato dai magistrati della Procura della città dei templi, iniziato a mezzogiorno e sospeso intorno alle 14:00 soltanto per una pausa pranzo.

Aria distesa all’uscita dell’interrogatorio, anche se sia l’indagato che i suoi legali appaiono ovviamente stanchi per la durata del colloquio con i magistrati.

Centore è l’unico indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina tra i membri dell’equipaggio della “Sea Watch 3”, che la settimana scorsa salvano alcuni migranti nelle acque del Mediterraneo. Fonti vicine all’ong tedesca Sea Watch, affermano che il comandante ha risposto “puntigliosamente a tutte le domande” dei magistrati agrigentini.

“Rifarei tutto – dichiara lo stesso Centore alla stampa all’uscita del tribunale – Rifarei tutto quello che ho fatto”. La nave intanto rimane sotto sequestro presso il porto di Licata.

E’ stata effettuata una perquisizione della Guardia di finanza a bordo della nave “Sea Watch 3”, ancorata e sotto sequestro a Licata. L’equipaggio, da quanto si apprende, sta collaborando con le forze dell’ordine, ma una giornalista americana, iscritta come facente parte dell’equipaggio, si rifiuterebbe, in mancanza del suo avvocato newyorchese, di consegnare la telecamera con la quale ha filmato tutto. La Procura ha anche disposto – ma la giornalista non cede – di fare copia dei filmati e lasciarle gli originali.

Il legale del comandante della Sea Watch 3, l’avvocato Alessandro Gamberini, ha reso noto, all’uscita dal tribunale di Agrigento, che “la vicenda è filmata. C’erano sulla nave dei giornalisti del New York Times e un free lance tedesco che hanno documentato con foto e video le testimonianze dei migranti. Tutte queste cose verranno recuperate dalla Procura di Agrigento e daranno conferma delle cose che abbiamo detto. E’ una vicenda alla luce del sole, nulla da strumentalizzare”. “Non si comprende – ha aggiunto – come mai una nave che compie un’operazione di questo tipo possa essere trattata, dallo Stato italiano, come una nave offensiva quando entra nelle acque territoriali”.

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