Reddito d’inclusione. Si insediano i 14 esperti, nel distretto più di mille i beneficiari

Si sono insediati i 14 esperti selezionati dal comune di Caltanissetta per l’attuazione del REI (Reddito d’inclusione attiva) nel distretto socio-sanitario n.8 che comprende il capoluogo ed i comuni di Delia, Resuttano, Riesi, S. Caterina e Sommatino. Si tratta di 9 assistenti sociali (Alletto Angela, Cassarino Lorenza, Gentile Tiziana, Tasca Antonietta, Vitale Lucia, Mistretta Daniela, Guarino Cinzia, Buccarello Gabriella, Vicino Angela), 2 educatori professionali, (Terlizi Gaetano e Casablanca Alessio) 2 psicologi (D’Auria Angelo e Scarpulla Manuela) e 1 esperto in monitoraggio e rendicontazione (Sole Fabio). Gli esperti assunti hanno incontrato venerdì mattina il sindaco, Giovanni Ruvolo, che insieme all’assessore Carlo Campione e al dirigente ai servizi sociali, Giuseppe Intilla, ha dato loro il benvenuto.

Il reclutamento, per la durata di due anni, è avvenuto mediante una procedura ad evidenza pubblica nell’ambito del “PON Inclusione – Avviso 3/2016”, progetto finanziato per un importo complessivo di 2milioni 114mila euro. La selezione è stata gestita da una commissione esterna al Comune, composta da docenti universitari ed esperti nominati dall’Università degli studi di Messina partner del progetto insieme agli atenei di Palermo e Catania. Gli esperti opereranno a stretto contatto con il servizio sociale professionale dei comuni del distretto, gestendo la presa in carico integrata dei cittadini che dal mese di gennaio 2018 beneficiano del reddito d’inclusione attiva. Ad oggi sono più di mille nell’intero distretto, di cui 650 a Caltanissetta e si stima che nei prossimi mesi soltanto nel capoluogo si raggiungeranno le mille unità.

“Cambia l’approccio dei servizi sociali nei confronti dell’utenza. Non più assistenzialismo, ma aiuto concreto alla persona nell’attivare le proprie risorse nel sistema sociale di riferimento”, ha detto il sindaco Ruvolo incontrando i neo assunti. Il quartier generale delle attività sarà la Casa delle culture e del volontariato “Letizia Colajanni”. “L’idea di creare una casa delle culture e del volontariato stipulando un contratto di comodato con il Movi nel 2015, si è rivelata fondamentale per Caltanissetta. Una scelta frutto di un’intuizione condivisa con il terzo settore che rivendicava da anni un luogo di riferimento per le associazioni che oggi è diventato esempio unico nel meridione d’Italia”, afferma l’assessore ai Servizi sociali, Carlo Campione. La Casa delle culture e del volontariato ha sede presso l’ex scuola elementare di via Xiboli ed è stata ristrutturata grazie ad un progetto di straordinaria manutenzione di 980mila euro realizzato dal Comune di Caltanissetta con il ministero dell’Interno in collaborazione con la Prefettura ed oggi ospita più di 100 associazioni.

“Il progetto realizzato dal Distretto socio-sanitario di Caltanissetta – spiega il dirigente Giuseppe Intilla – rappresenta una grande sfida ed anche una grande opportunità per modificare radicalmente il sistema dei servizi nel suo complesso. I servizi sociali e le professioni sociali del nostro territorio, a partire dagli esperti selezionati dal Comune di Caltanissetta, acquisiscono un ruolo centrale nel disegnare e attuare l’inclusione delle persone e delle famiglie. Una strategia di sviluppo del welfare territoriale finalmente in linea con lo spirito della legge 328/2000, in cui servizi e interventi di contrasto alla povertà diventano livelli essenziali di assistenza”.

Gli esperti dovranno occuparsi della valutazione multidimensionale del bisogno ed elaborare un progetto personalizzato d’inclusione attiva, approfondendo limiti competenze. Ciascuno dei beneficiari sarà avviato ai servizi per il lavoro oppure ad altri servizi sociali che si occupano di inclusione sociale. Fondamentale sarà l’apporto del centro per l’impiego, partner ufficiale del progetto, e delle organizzazioni del terzo settore. Con queste ultime, in particolare con le organizzazioni appartenenti alla Casa delle culture e del volontariato di Caltanissetta, il Movi, il Cesvop e il Forum permanente del Terzo settore, si definiranno appositi protocolli d’intesa per la rete dei servizi per l’inclusione attiva.

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