Operazione “Perieci”, 8 arresti a Pietraperzia

PIETRAPERZIA – Avevano ricevuto una sorta di benestare per il traffico di stupefacenti dalla storica famiglia mafiosa di Pietraperzia. Con questa accusa i carabinieri hanno arrestato, nell’ambito di un’operazione denominata “ Perieci”, Giuseppe Di Marca , 35 anni , il fratello Giovan Battista Di Marca, 41 anni, a casa del quale durante la perquisizione sono stati trovati 2 chili di marijuana e 300 grammi di cocaina, Giuseppe Di Marca , 53 anni, Ivan Bavuso, 23 anni, Gianfilippo Di Natale , 22 anni, Manuel Aiello 24 anni. Domiciliari per Eros Russo, 30 anni e Carmelo Ponticello 51 anni, entrambi di Caltanissetta. L’inchiesta è stata condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia, e le ordinanze di custodia cautelare in carcere o ai domiciliari sono state emesse dal gip nisseno. L’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti per alcuni è aggravata dall’essersi avvalsi, secondo gli inquirenti, delle condizioni di assoggettamento e omertà tipiche di un’organizzazione mafiosa, per via di presunte connivenze tra alcuni degli arrestati con uomini del crimine organizzato.

Il periodo dell’inchiesta è quello tra dicembre del 2015 e lo scorso luglio. Gli investigatori sostengono di aver documentato numerosissimi episodi di spaccio di cocaina, marijuana e hashish. Il gruppo sarebbe divenuto una sorta di costante punto di riferimento per la commercializzazione degli stupefacenti nella zona.

Alcuni arrestati, a vario titolo, sono indagati per reati contro il patrimonio, dal furto di un furgone a una tentata rapina ai danni di una tabaccheria di Barrafranca, dal furto al “totem” cambia soldi in un bar di Caltanissetta al tentato furto di alcune armi antiche commesso a Serradifalco.

Durante le perquisizioni,  i militari hanno trovato 2 chili di marijuana e 300 grammi di cocaina nella disponibilità di Giovan Battista Di Marca, il quale è stato anche tratto in arresto in flagrante per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. All’esecuzione della misura cautelare hanno preso parte anche militari dell’Arma di Caltanissetta e di Verona (ove è stata eseguita una delle ordinanze cautelari), nonché del Nucleo Cinofili di Nicolosi (Catania) per le perquisizioni.

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