“Non è uomo di Messina Denaro”: e lo Stato lo risarcisce

Per oltre due anni di “ingiusta detenzione” in carcere aveva chiesto un risarcimento di 500 mila euro. La quarta sezione penale della Corte d’Appello di Palermo gliene ha riconosciuto 176 mila. E’ quanto incasserà il gibellinese Vincenzo Salvatore Onorio, 63 anni, produttore caseario, che con l’accusa di far parte di Cosa Nostra , nonchè di tentata estorsione , fu arrestato il 16 febbraio 2010, nell’operazione antimafia “Nerone”.

In primo grado, però, il 27 luglio 2012, il Tribunale di Marsala, sentenziò che Onorio non era un mafioso, ma lo condannò a 4 anni per tentata estorsione . La Dda fece appello e in secondo grado, l’11 marzo 2015, scattò la condanna anche per mafia: 12 anni di reclusione in tutto. Un pentito sosteneva che il 63enne produttore caseario era uomo del boss latitante Matteo Messina Denaro. Affermazione poi sconfessata dalla Cassazione, che ha annullato la sentenza di secondo grado, riqualificando il reato di tentata estorsione nel meno grave “esercizio arbitrario delle porprie ragioni”. Ma siccome questo reato , che prevede solo una pena pecuniaria , è punibile a querela della parte offesa , e la querela non ci fu, l’assoluzione è stata definitiva. Fonte: https://www.trs98.it/non-e-uomo-di-messina-denaro-e-lo-stato-lo-risarcisce/

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