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Italia Nostra: Caltanissetta 2017: quale identità, quale futuro?

CALTANISSETTA – “L’esplorazione di un diverso possibile è sempre stata la più potente critica dell’esistente. È per questo che l’utopia, bel lungi dall’essere mossa evasiva, è piuttosto sforzo estremo dell’immaginazione.” (Bernardo Secchi)

Caltanissetta 2017. Anni, risorse, occasioni perdute… C’è tanta strada da percorrere, ancora, affinché si inverta la tendenza che, dagli anni Cinquanta ad oggi, ha fatto e continua a fare di Caltanissetta un “bene” per pochi. Un bene su cui speculare, lucrare.  C’è tanta strada da percorrere, ancora, affinché si affermi un’autentica coscienza del bene comune. Per realizzare questo cambiamento occorrerebbe una borghesia sana, capace di spendersi, di impegnarsi pubblicamente. Politicamente. Occorrerebbe una nuova classe dirigente. Avremmo bisogno di giovani preparati e motivati. Finalmente valorizzati. Bisognerebbe pensare, sviluppare e applicare nuovi modelli. Una città quale bene comune richiede una “visione nuova”, quella che gran parte del pensiero contemporaneo – ecologico, sistemico, organicistico, olistico – auspica, promuove. Viviamo in una tale stretta interdipendenza tra persone, cose, spazi, risorse, ambienti, che risulta inconcepibile qualsiasi idea di separazione tra tutti i sistemi a cui apparteniamo. Non ultimo la città. Il nostro benessere personale, la nostra sopravvivenza è fortemente legata al benessere del territorio in cui abitiamo. In definitiva la città nel suo complesso non è “altro” da noi. Per questo sono necessarie responsabilità e azione, partecipazione collettiva, regole da rispettare e da far rispettare, competenza, progettualità. Sostenibilità. Sensibilità e passione per la bellezza.
E’ troppo? No: la globalizzazione, la competizione tra le diverse aree del Paese, della Regione, la persistente crisi ci costringono, inesorabilmente, a non accontentarci dell’esistente, ad andare avanti: all’insegna di nuove qualità, di nuovi standard, di nuovi orizzonti. Creativamente, rispettando e valorizzando la nostra storia. Valorizzando, reinterpretando il patrimonio culturale che abbiamo ereditato. Leonardo Sciascia ha scritto: “La Sicilia è difficile. C’è chi crede che questa terra possa crescere e diventare moderna, civile ed economicamente evoluta senza perdere però le sue suggestioni, il suo fascino, la sua cultura. C’è chi lavora perché ciò accada. Dedicato a loro. Ai siciliani che crescono.” Già: qui forse potremmo anche dire “Ai nisseni che crescono”.  Ai nisseni che sognano e lottano per un futuro nella propria terra. Per la propria terra.

Leandro Janni – Presidente di Italia Nostra Sicilia

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